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Quante volte siamo in grado di
ammettere di essere caduti anche noi sotto l’influsso dell’effetto
mandria? Cosa sarà mai direte voi? Sarà contagioso? Si trasmette per
via aerea, via fluidi?
Tranquilli non è nulla di
pericoloso o irreversibile.
Dicesi “Effetto Mandria”
comunemente da me definito “ Sindrome da impecorimento”, quel
lasso di tempo, breve o limitato, in cui ci annulliamo completamente
per seguire l’onda comportamentale di un individuo estraneo,
terminando così ogni razionalizzazione dell’azione che andremo a
compiere per seguire bovinamente l’agire dell’soggetto scatenante.
Per individuo scatenante si intende colui che scatena in noi tale
effetto, che tecnicamente viene appellato “Capo Caprone“.
Al fine di rendere più chiaro
il concetto, vado ad esporre alcuni esempi chiarificatori.
Effetto Mandria Pedonale
Un
gruppo di ignari pedoni è pazientemente in attesa sul ciglio di una
strada trafficata e affollata, e più precisamente ad un semaforo, in
attesa che il mirabolante lampione colorato ci dia il verde per
attraversare la strada. Sino a questo momento siamo entità uniche,
ognuna di noi dotata di un proprio volere, una propria volontà e
capacità di razionalizzazione. Sappiamo tutti che attraversare con il
rosso, oltre a raccogliere svariati insulti da parte della mandria
meccanizzata, comporta un rischio alla nostra salute. E qui entra in
gioco il nostro Capo Caprone. Improvvisamente uno tra gli individui
decide per chissà quale ragione di attraversare. Non si conosce il
motivo, distrazione, fretta, imprudenza. Come per incanto scatta
“L’Effetto Mandria”. Tutti ci trasformiamo in docili ovini,
annullando tutte le conoscenze in fatto di codice della strada e
saggia prudenza, seguendo come un’onda l’individuo che ha deciso
di attraversare. Senza pensare e senza volerlo siamo diventati
un'unica mandria di pecore, non capendo neanche perché quel matto con
la macchina ci stia insultando o continui a strombazzare.
“Effetto Mandria Frequent
Flyer”
Siamo comodamente seduti nei
nostri 35 cm quadrati di
spazio, a bordo di un velocissimo aeroplano che ci ha portati in men
che non si dica a destinazione. Non importa quanto sia durato il volo,
18 ore, meno di una, tanto l’effetto mandria non rispetta logiche
temporali.
La voce metallica e
assolutamente incomprensibile dell’ Assistente di Volo ci ha appena
comunicato che in meno di 2 minuti atterreremo nella località meta
del nostro viaggio. Tra le varie informazioni tipo : Stiamo per
atterrare all’aeroporto di …shritrelm ( scarica statica) la
temperatura al suolo è di ….shisdidiis…gradi,
vi preghiamo di riporre il vostro tavolino, mettere lo schienale in
posizione….shidisss….e di RIMANERE SEDUTI SINO A CHE IL SEGNALE DI
ALLACCIARE LE CINTURE DI SICUREZZA NON VERRA’ SPENTO! L’ultima
fase del discorso viene scandita in maniera quasi comprensibile, anche
se va da se che sarebbe rischioso sfondare la cabina di pilotaggio con
una grugnata a causa di una frenata improvvisa. Lo sappiamo, ce ne
rendiamo conto, ma ecco che il nostro Capo Caprone è in agguato.
Il nostro aereo ha appena
toccato terra, dalle ultime file si alza un tiepido applauso al
pilota, siamo tutti rigorosamente allacciati e felici di essere
arrivati a casa, ed ecco che TZAAC! Momento di imbeotimento di uno dei
passeggeri che si slaccia la cintura, si mette in piedi e comincia a
rovistare sul vano porta bagaglio a mano. Come per incanto molti dei
passeggeri subiscono l’effetto mandria e lo seguono nella sua
scellerata azione. La reazione degli attendenti di volo è spesso
inutile in quanto non c’e’ verso di riportare alla ragione la
dozzina di pecore che farraginosamente cerca di indossare il cappotto,
prendere il regalino per la fidanzata, sbattendo la testa ovunque e
infilando il gomito nell’occhio del vicino.
A questo proposito mi sono
sempre chiesto, ma dove pensano di andare? Credono forse che gli diano
un bonus per essersi preparati per primi? Credono forse che verranno
lanciati dalle uscite di sicurezza indi per cui è bene essere pronti
ad uscire? Questo vi confesso che è uno dei Momenti Mandria che più
mi lascia allibito e che difficilmente possa essere spiegato. E vi
garantisco che a me non ha mai preso.
“Effetto Mandria da Attesa”
Quante
volte ci siamo trovati in coda, Posta, Banca, Supermercato. Prendiamo
ad esempio il supermercato. E’ sabato pomeriggio, abbiamo fatto
scorte per 2 mesi in 15
minuti, e ci avviciniamo alle casse. Quando cominciamo a vedere il
serpente umano che ci precede. Un breve momento di panico ci assale (
anche qualche imprecazione a dire il vero), ma ci mettiamo
pazientemente (eufemismo) in coda. La prima cosa che salta
all’occhio è che delle 158 casse predisposte dal
Megacentroipercommerciale, ve ne sono aperte appena 12.
Dopo aver atteso 20 minuti e
visto andar via appena 2 persone dalla nostra coda, cominciamo a
notare il movimento sospetto di una delle signorine del
Megacentroipercommerciale. Cammina verso la fila delle casse con lo
sguardo spento. Noi la teniamo d’occhio in quanto sappiamo che se si
avvicina alla cassa 35 ( la nostra è la 34) probabilmente la apre e
quindi dobbiamo essere pronti. Facciamo gli indifferenti, prendiamo in
mano la confezione di carciofi surgelati che abbiamo nel carrello, e
leggiamo simulando interesse per le proprietà nutritive. Ma in realtà
con la coda dell’occhio stiamo monitorando ogni singolo movimento
della Signorina in grembiulino. Si è fermata a parlare con una
collega.
D’incanto si avvicina verso
la cassa 34, aggira il nastro. Noi nel frattempo abbiamo lasciato
cadere la confezioni di carciofi dentro il carrello, e afferriamo la
barra assumendo uno sguardo truce e combattivo. La signorina mette le
mani sullo schienale dello sgabello di fronte alla cassa. Scoppia il
panico e si diffonde il momento pecora. Questo d’attesa è l’unico
momento in cui non importa che vi sia un Capo Caprone, in quanto tutti
ci eleviamo al ruolo di leader e trascinatore. Con slalom degni del
miglior Alberto Tomba, ci avventiamo strettamente avvinghiati al
nostro carrello verso la nuova cassa, mentre quello di dietro investe
il bimbo della signora di lato nel tentativo di superarci. Intanto la
signora della fila 33 si lancia in avanti spingendo il carrello a più
non posso. Quando di fronte alla cassa 34 si è creato un ingorgo
degno del 14 agosto sull’Autostrada del sole, con conseguenza
fisiche per molti pari al più sfrenato autoscontro, la Signorina del
Megaipersupercentrocommerciale con aria candida alza la mano, chiude
il palmo lasciando issato solo il dito indice ( indice non medio) e lo
comincia a scuotere oscillando nel più classico segno di negazione
aggiungendo con voce cinica : “ Mi dispiace ero solo venuta a
prendere una cosa che avevo dimenticato, la cassa rimane chiusa”.
La nostra espressione di rabbia
e delusione è fonte di gioia e divertimento per coloro che erano
rimasti pazientemente in fila nelle rispettive casse e tale
espressione ci lascia intendere che mai ci rifaranno riposizionare
dove eravamo prima.
La sostanza di tutto ciò è
che correre è il dictat del nostro tempo. Ma correre dove ?
Bologna,
17 novembre 2002
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