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Viva la Rai.
di Pierangelo Sanzo




- 2 sorprese -











 















 

 

 

 

 

 

 

 





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Qualche sera fa, molti di voi avranno visto la partita della nazionale contro gli Stati Uniti, io adesso non voglio parlare di calcio, bensì evidenziare quello che credo molti di voi hanno notato durante l’intervallo dell’incontro.

Veniamo al punto .

La notizia anticipata anche dalla stampa, riguardava il fatto che durante la pausa tra il primo e il secondo tempo sarebbe stato eseguito in versione integrale l’Inno nazionale di Mameli.

Infatti anche il prodigo Pizzul durante la telecronaca ha ribadito quanto annunciato durante la settimana, addirittura il testo integrale era stato distribuito a tutti gli spettatori presenti sugli spalti .

Mi son detto, bene !

Visto che tutti si lamentano del fatto che i nostri rappresentanti in maglia azzurra, mi riferisco ai calciatori, non cantano mai l’Inno, e considerato che in fondo sono veramente in pochi a conoscerlo, ho pensato è un’ottima cosa.

Il primo tempo della partita è passato accompagnato dai fischi sonori di un pubblico deluso dalla prestazione della nostra nazionale, scusate avevo detto niente calcio, e quindi giunti all’intervallo mi preparavo ad ascoltare la versione integrale del nostro Inno .

Prima Sorpresa !

L’inno è iniziato mentre i due tenaci commentatori si perdevano in una “profonda” analisi del primo tempo appena giocato .  

Mi son detto, forse non si sono accorti che è iniziato ? Forse non sono stati avvertiti ? Dopo un poco finalmente loro terminano le loro analisi tecnico-tattiche e si passa ad ascoltare l’Inno .

Inquadratura in primo piano dell’interprete, le note cominciano a diffondersi, mi dico ecco adesso si ascolta l’Inno ……

Seconda Sorpresa !

……Parte la pubblicità !!!

Ma come ????????

Si Signori,  la Rai ha troncato l’Inno di Mameli per mandare l’inno alla merendine e al viviamo felici e sani con le acque diuretiche che fanno fare tanta ….dlin dlin.

E meno male che è un servizio di Stato, e meno male che è un servizio Pubblico, e meno male che il Presidente della Repubblica ci esorta a rispettare il nostro tricolore e ad avere rispetto per le istituzioni.

Come possiamo poi avere il diritto di criticare chi non lo canta ? Come possiamo avere il diritto di criticare chi fischia gli Inni degli avversari ?  Se la televisione di Stato per prima ci esorta ad infischiarcene del nostro e a non portare il dovuto rispetto?

D’altra parte quello che dovrebbe essere un servizio pubblico al servizio del cittadino non è altro che una fornace di programmi vuoti che si ripetono da sempre. Dove non esiste cultura eccezion fatta per Piero Angela ! (Lunga vita a lui e il figlio), dove non esistono più i bei filmoni del Lunedì sera, adesso si va di Fiction . Dove non conta il contenuto, bensì quanto si riesce a recuperare dalla pubblicità.

Io da persona onesta, come molti, ho già pagato il mio canone, ma  se penso che serve a pagare Limiti e Giurato mi vien voglia di non farlo.


 21 febbraio 2002