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QUELLO
CHE CONTA
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Nascita o fine di una grande forza di rinnovamento
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di
Luigi Piccarozzi
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Una
lunga pausa di riflessione, negli ultimi mesi, mi ha
tenuto lontano dai miei consueti editoriali.
Una profonda riflessione, originata dai recenti
accadimenti, che mi ha determinato a non scrivere.
La guerra in Iraq, i suoi protagonisti, i motivi che ne
hanno determinato l'inizio, il dopoguerra, la strage di
Nassirya, il rinnovato spirito patriottico del popolo
italiano, unito nel dolore per i nostri caduti, per i
nostri eroi di pace.
Le vicende inerenti i "bonds" argentini, della
Cirio, della Parmalat, il comportamento delle Istituzioni,
delle banche, il futuro e la tutela del risparmiatore
italiano.
L'euro, l'aumento dei prezzi, la speculazione, il
dimezzamento del potere di acquisto, il conseguente
impoverimento dei cittadini italiani, la situazione
economica, gli scioperi e la tutela del cittadino,
lavoratore e consumatore italiano.
Il "triciclo", il dibattito sulle liste uniche
da presentare alle prossime elezioni europee, la verifica
di Governo, i fiumi di parole spese, di ore televisive
impegnate, di carta imbrattata, il futuro della politica e
la tutela degli elettori italiani.
Ma ora questa pausa è finita e, come dopo il letargo,
svegliandomi alle soglie della primavera, è ritornato il
momento di esprimere i pensieri.
Il risultato è che non solo non è cambiato nulla, ma che
la situazione sia addirittura peggiorata.
E lo sapete di chi è la colpa? E' nostra, solo nostra, di
noi cittadini, lavoratori, consumatori, risparmiatori,
elettori.
Perché chi è causa del suo male, pianga se stesso!
Perché se invece di preoccuparci di tutelare i nostri
gretti, meschini e singoli interessi, ci unissimo per
tutelare gli interessi collettivi, le cose andrebbero
sicuramente meglio.
Una frase di John Fitzgerald Kennedy riassume
perfettamente il mio pensiero: "Non vi preoccupate
di ciò che lo Stato può fare per Voi, preoccupatevi
invece di ciò che Voi potete fare per lo Stato".
Abbiamo ancora molta strada da percorrere per giungere a
questo risultato, per capire che l'unione fa la forza e
per far capire che siamo stanchi di essere presi in giro.
La situazione però sta cambiando, si respira un'aria
nuova, qui come oltreoceano.
Non parlo della politica, quella è sempre la stessa
pappa!
...segue a fianco
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Dal
CdA
della Roma
una boccata
di ossigeno
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di
Mario Giunta
La
settimana appena trascorsa è stata molto probabilmente una delle più difficili della squadra
giallorossa. In 4 giorni ha dato addio prima all’Europa contro il Villarreal e poi allo scudetto contro il
Bologna.
La squadra è sembrata...
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Mi
riferisco ad un rinnovamento totale, alla nascita
di una nuova era, che prende le mosse da una forte
presa di coscienza: è importante solo quello che
conta!
Conta
vivere in un mondo più sereno, più abitabile, più
in pace, senza che si scatenino guerre sulla base
di informazioni prima presunte, poi date per
sicure e da ultimo rivelatesi inesistenti.Conta
impegnarsi tutti per una maggiore giustizia, per
far dichiarare a gran voce l'accertamento delle
responsabilità di chi ha ingannato e di chi ha
permesso che ingannassero i risparmiatori.
Conta impegnarsi tutti per riportare l'euro ad un
valore accettabile, visto che né i suoi fautori,
né coloro che li hanno succeduti, hanno fatto
nulla in tal senso.
Conta impegnarsi tutti per una politica migliore
di quella attuale, in modo da non essere più
ammorbati da inutili, tediosi ed insignificanti
dibattiti aventi ad oggetto "tricicli",
liste uniche e verifiche, di cui agli italiani non
importa assolutamente niente, dal momento che il
Paese ed i suoi cittadini hanno problemi ben più
importanti ed urgenti.
Tutto questo dipende solo da noi. Se sapremo
essere capaci di cogliere al volo questo grande
spirito di rinnovamento, allora cambieremo in
meglio.
Se invece continueremo a delegare le decisioni
agli altri senza far sentire la nostra voce ed a
preoccuparci solo dei nostri sterili interessi
singoli, non dobbiamo poi lamentarci, perché chi
è causa del suo male, pianga se stesso.
"Che stupidi che siamo, la vita ci passa
accanto e noi neanche ce ne accorgiamo",
recitava Stefano Accorsi in un suo personaggio
cinematografico.
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Selected:
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GOTHIKA
con H. Berry, P. Cruz,
Regia di M. Kassovitz
Thriller
a cura di Ross Di Gioia
La
buona, vecchia, saggezza popolare italica recita:
"quando il diavolo dice la verità non é mai creduto".
Rinchiusa per omicidio nel reparto psichiatrico di un carcere femminile, lo sa bene Chloe
(Penelope Cruz, tornata l'attrice incolore a cui eravamo abituati dopo la straordinaria prova in
Non ti muovere di Sergio Castellitto) le cui tremende verità di abusi da parte di un sedicente Satana vengono bollate dalla dottoressa Miranda (l'eterea Halle Berry) come vaneggiamenti psicotici di una mente paranoica.
Ma mal gliene incolse all'incauta dottoressa, perché dopo un oscuro incontro si ritrova nel carcere non più come psicologa ma come detenuta, accusata di aver ucciso a colpi di machéte il marito che dirigeva il suo stesso reparto, omicidio che non ricorda né come né perché abbia commesso.
Miranda avrà un bel da fare a dimostrare una verità a cui lei stessa non riesce a credere fino in fondo, allontanando la razionalità per far posto al pseudo -
esoterismo, vivendo così lo stesso dramma della sua paziente, scoprendo anche che le confessioni di Chloe non erano del tutto deliri di una malata come si potesse pensare.
Mischiando thriller, horror e psicanalisi, ormai un must di Hollywood, Gothika si fa sfuggire troppi punti chiave tra le maglie di una tela di ragno mal cucita.
Attraversato dalla grazia della Berry e dall'evanescenza della
Cruz, col bravo
Robert Downey Jr. nella parte di un collega dapprima scettico e poi collaborazionista, il film vive di una buona fotografia e di qualche sprazzo registico ridondante.
Ma confessiamo che Mathieu Kassovitz, venerato per "L'Odio" (premio per la Miglior regia al Festival di Cannes del 1995), qui costretto a mettersi al servizio di un canovaccio improponibile, opera di
Sebastian Gutierrez, lo preferiamo in veste di attore scombina-scena (lo era in Birthday Girl, ma soprattutto ne Il favoloso mondo di
Amélie).
Tra indicazioni incise sulla viva carne, Satana che va e viene come una lampadina intermittente e il carcere meno custodito che si sia mai visto, la psicanalisi del pastorello della parabola di "al lupo al lupo" non va molto lontana.
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