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UCCISO
ALL'USCITA DEL SEGGIO
E'
stata una vera e propria esecuzione. Il vicepresidente del
Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno,
esponente della Margherita, è stato ucciso a sangue freddo con
colpi di arma da fuoco a Locri, all'uscita del seggio dove
l'uomo politico si era recato per votare nel giorno delle
primarie dell'Unione. Nel centralissimo corso Vittorio Ema-
nuele, poco dopo le 17.30, For- tugno era a colloquio con alcune
persone quando due uomini, a volto coperto, si sono accostati e
hanno iniziato a sparare all'uo- mo che poi è morto durante il
tragitto che lo conduceva verso l'ospedale di Locri. 54 anni,
spo- sato con due figli, Fortugno era un medico specializzato in
chi- rurgia generale e medicina lega- le. La prima pista presa
in consi- derazione, vista l'attività della vittima ed il
giorno ed il luogo scelto per l'agguato, è quella della
'ndrangheta. Il ministro degli Interni, Pisanu, si è recato a
Reggio Calabria per un vertice straordinario con la magistratura
e le forze dell'ordine.
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MASTELLA:
"SOLO APPOGGIO ESTERNO"
Nel
giorno delle primarie dell'Unione, da sinistra già defin- te
come un successo inatteso e da destra bollate come una truf- fa
ai danni degli stessi elettori del centrosinistra, Clemente Ma-
stella non ci sta. La decisione di lasciare la coalizione
dell'Unione è stata anticipata da Mastella al Corriere della
Sera. La vicenda sarebbe riconducibile a quanto accaduto a
Ceppaloni, il feudo di Mastella, dove ad un esiguo nu- mero di
schede per votare nel giorno delle primarie, il capo del- l'Udeur
attribuisce una valenza politica: "Hanno impedito alla mia
gente di votare. A quest'ora già mancano le schede. Se non ci
vogliono ce lo dicano. Da oggi saremo il centro alleato con
l'Unione. Li appoggeremo dall'e- sterno". Mentre Romano
Prodi, felice per il successo delle pri- marie, butta acqua sul
fuoco, il capo Ds Fassino non è dello stesso avviso: "Le
dichiarazioni di Mastella sono ridicole, e uso un
eufemismo" il suo commento. Ma all'indomani delle
dimissioni di un altro grande leader di centro, Follini, si pare
uno scenario quantomeno intricato sulla possibile rinascita di
un centro capace di rappresentare il terzo polo per le elezioni
del 2006.
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IL
VIRUS AVIARIO E' IN GRECIA
Mentre
continuano le morti so- spette in Asia, il virus aviario arriva in
Europa e mette in allar- me il sistema sanitario di tutto il
continente. Dopo Romania e Tur- chia, ora sembra arrivato il
turno della Grecia. Il ministro dell'Agri- coltura greco ha
confermato il primo caso a seguito di controlli effettuati su
volatili nell'isola di Chio. Ma essendo ancora in cor- so i
test, non si è certi che il ceppo sia quello del famigerato
H5N1, il virus più potente. Sulla base delle nuove scoperte, la
Ue continua ad invitare tutti gli Stati membri a fare scorte di
antivirali nel caso di un contagio su vasta scala. Intanto la
Germania an- nuncia di essere vicina ad un vaccino. Lo ha
riferito il ministro della Sanità Ulla Schmidt, preci- sando
che dovrebbe essere pronto per la fine dell'anno. In Italia il
ministro Frattini pensa al- la sospensione della caccia in via
cautelativa.
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ANCORA
ALONSO, TITOLO RENAULT
La
sete di vittoria del giovane Fernando Alonso giova sia a se stesso che a
tutta la squadra francese della Renault: vince la sia settima gara della
stagione, aggancia così Raikkonen per numero di vittorie e zittisce chi
insinuava che il finlandese aves- se però vinto "ai punti", e
regala il titolo Mondiale Costruttori al team guidato da Flavio Briatore.
Nel Gran Premio di F1 disputato- si a Shangai, Alonso si mette dietro il
rivale della stagione Raikkonen e Ralf Schumacher che aggancia il terzo
posto ai danni di Giancarlo Fisichella con l'altra Renault che
chiude quarto dopo una penalità. Michael Schumacher si ritira al
22esimo giro in una gara sciagurata: prima lo spettacolare incidente al
giro di ricognizione, poi un testa coda in regime di safety car. Da oggi
Maranello spera di voltare pagina e sopratutto le spalle ad una stagione
disastro- sa, chiusa comunque al terzo posto tra i costruttori, con
Massa al posto di Barrichello.
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LA SETTIMA
DI SERIE A
Nella
settima giornata del cam- pionato di Serie A, la Juventus continua a
tritare avversari e risultati, portando a casa la settima vittoria
consecutiva e consolidando il primato in clas- sifica: 1-0 al Messina
con stre- pitoso goal di Alex Del Piero. A seguire il Milan che affonda
il Cagliari in trasferta per 2-0 con goal di Gilardino e
Shev- chenko. L'Inter travolge il Li- vorno 5-0, ma tiene banco la
polemica sul ritardato rientro di Adriano. Mal la Roma che perde ad
Empoli, mentre la Lazio ba- te in casa la Fiorentina e rende felice il
presidente Lotito. Perde la Samp in casa dell'Ascoli; pari 2-2 tra
Chievo e Palermo; infi- ne Reggina batte Lecce 2-0 e 1-1 tra Treviso e
Parma.
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PLEBISCITO PRODI ALLE PRIMARIE Si
tratta di una vittoria plebisci- taria quella di Romano Prodi alle
primarie del centrosinistra. Con il 74,4% delle preferenze del po- polo
di sinistra, Prodi surclassa Fausto Bertinotti che si attesta al 14,7%,
seguito da Clemente Mastella al 4,6%, Antonio Di Pietro al 3,3%, Alfonso
Pecoraro Scanio al 2,2% e Ivan Scalfar- otto allo 0,6%. La gioia di
tutta l'Unione è incontenibile: a votare sono andati più di 4,3
milioni di aventi diritto, un successo che spinge Bertinotti ad
auspicare che le primarie divengano una regola per decidere la
leadership elettorale. Sul risultato, attesis- simo, non c'era alcun
dubbio. Prodi doveva essere e Prodi è stato, ma la risposta dei citta-
dini è andata ben oltre le aspet- tative di tutti gli analisti e dei
protagonisti stessi della politica. "Una partecipazione da
sogno" il commento del Professore, che già nel pomeriggio di
domenica aveva detto "la democrazia ha già vinto" sulla base
dei primi dati della affluenza.
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MARONI: "QUELLE VERE A NOI" "Le
vere primarie le vincerà la Casa delle Libertà il prossimo anno. Il
ministro del Welfare Roberto Maroni si fa carico del pensiero del
centrodestra e ri- sponde così ai dati sulla afflu- enza alle primarie
dell'Unione. "Sulle primarie non capisco la contrapposizione con la
Cdl - aggiunge - sono un fatto inter- no al centrosinistra, non un
sondaggio su Berlusconi". Più piccato il ministro Castelli:
"dati certamente gonfiati e troppo spazio offerto dai giornali
sulla questione".
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AL
CINEMA
a
cura di Ross Di Gioia

Atteso
come un evento di por- tata nazionale, Roberto
Beni-
gni si riaffaccia nelle
sale cine- matografiche dopo il mezzo flop di Pinocchio
inscenando una edulcorata versione della guerra in Iraq ne La tigre e la neve, titolo che non
sveleremo qui il motivo di esistere, ma che non deve ingannarci.
Partendo dal leit motiv indispensabile alle Benignate
- un uomo qualunque che per amore è capace di andarsi a cacciare nei
guai più inverosimili cambiando la storia personale dei propri cari...
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