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LEGGE
ELETTORALE, SCONTRO ROVENTE
Non
accennano a placarsi le roventi polemiche scatenate all'indomani
delle esternazioni su una eventuale riforma elettorale da
portare a compimento prima delle elezioni politiche del prossimo
anno. Lo sbarramento al 4% sembra il nodo più spinoso da
risolvere, anche se oggi il premier stesso precisa che i voti
"dei piccoli" non andranno persi ma saranno assegnati
alle rispettive coalizioni. Quella di volere riformare ancora la
legge elettorale, riportando l'asse sostanzialmente sul ritorno
del proporzionale, ha creato la dura opposizione di tutta
l'Unione che senza mezzi termini continuano a definire la
riforma "una legge truffa". La colazione di Prodi, per
voce dello stesso Professore che al momento è a New York, nega
la qualunque possibilità che si possa aprire un dialogo su
questo argomento. Intanto il vertice di maggioranza, tenutosi a
Palazzo Chigi, a cui hanno partecipato Fini e Follini, è stato
definito dai due esponenti politici come
"interlocutorio", anche se da più fonti si vuole
mascherare con questo termine un sostanziale insuccesso.
"La Cdl vince senza trucchi e trucchetti" il commento
del Senatur Bossi, dando l'idea di farsi interprete di tutta una
linea in seno alla stessa maggioranza che non vede di buon
occhio la nuova riforma.
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I
TAGLI DI SINISCALCO
Attualmente
allo studio, il
ministro dell'Economia,
Domenico Siniscalco,
prepara una serie di tagli da presentare alla Finanziaria 2006,
manovra che sarà di circa 21,3 miliardi di euro. La voce che ha
avuto più risonanza è l'idea di reintrodurre il ticket: due
euro sulle ricette, diminuendo così il carico di spesa per le
regioni di circa un miliardo; ma dall'altro lato si prevede un
aumento della spesa per aiutare i disavanzi delle regioni
stesse. Si parla anche dell'anticipo della riforma delle
pensioni al 2006, invece che al 2008, e anche in questo caso
spetta alle regioni la scelta. Ma quest'ultima è ancora solo
un'ipotesi tecnica. Tutto questo decisamente non basta, ed
infatti è sulla lotta all'evasione e all'elusione fiscale che
il governo appunta più di una speranza per racimolare qualcosa
come 4,4 miliardi.
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SI
DIMETTE ANCHE FIORANI
L'amministratore
delegato della Popolare di Milano, Gianpiero Fiorani, si è
dimesso dopo che una nuova ipotesi di reato gli è stata
contestata dalla Procura di Milano e dai pm Eugenio Fusco e
Giulia Perotti nell'ambito dell'inchiesta condotta sulla scalata
all'Antonveneta: falsa attestazione o dichiarazione a un
pubblico ufficiale. Nei giorni scor- si una serie di
perquisizioni era stata effettuata in sedi di società e a
carico di persone fisiche per accertare la posizione
patrimoniale di alcuni dirigenti della BpI. Le dimissioni di
Fiorani hanno "effetto immediato" e sono
"irrevocabili" precisa una nota della BpI, accogliendo
così la lettera di dimissione.
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CAPIROSSI
VOLA IN GIAPPONE
Loris Capirossi e la Ducati
dominano sulla pista giapponese di Motigi nella classe MotoGP: pole
nelle prove e vittoria in gara per una doppietta praticamente perfetta.
Capirossi si mette dietro Max Biagi in sella alla Honda e al nipponico
Tamada. Il leader della classifica, Valentino Rossi, mentre tentava di
sorpassare Melandri, lo tocca ed entrambi finiscono fuori pista. Per
Melandri la barella, per Vale, che ha chiesto subito scusa al rivale
direttamente in pista, la festa per il settimo titolo mondiale è solo
rimandata.
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ANTICIPI,
FACILE INTER E PARMA
Negli
anticipi di Serie A di cal- cio, alle 18, il Parma vince la sua
prima gara stagionale battendo l'Empoli (ultimo in classifica e ancora a
0 punti) per 1-0 con goal di Corradi. In serata l'Inter dimentica
Palermo e batte il Lecce. I pugliesi sono schiacciati nell'angolo sin
dal primo tempo con due goal mes- si a segno da Martins e Stanko- vic.
Nella ripresa il 3-0 di Cruz allo scadere che era subentra- to in campo
a Martins.
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SCHROEDER IN NETTA RIMONTA Il
cancelliere tedesco Gerhard Schroeder (spd), alla vigilia delle elezioni
anticipate di domenica in Germania, va a caccia di tutti i voti
possibili nel tentativo di sovvertire quelle che sono le indicazioni dei
vari sondaggi che vogliono la sua rivale, la sfidante cristiano
democratica Angela Merkel, in testa. Ma nelle ultime ore sembra che
l'attuale cancelliere stia recuperando terreno, nonostante si voglia che
siano ancora dieci milioni i tedeschi che non hanno ancora deciso a chi
daranno il proprio voto. I due candidati viaggiano ancora per tutto
sabato da una parte all'altra del Paese, tenendo comizi e stringendo
mani, mentre i leader degli altri partiti lanciano messaggi ai propri
elettori per votare o uno o l'altro candidato. Certo è, comunque, che
chi vince dovrà stringere alleanze per governare.
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LA NOTTE BIANCA (E BAGNATA) E'
stata la pioggia a farla da padrona, d'accordo, ma ciò non toglie che
Roma ha visto più di un milione di persone invadere piazze e strade per
accedere a musei e palazzi aperti per tutta la notte. Dopo l'apertura di
Benigni al Campidoglio, qualche annullamento sul programma causa
acquazzoni, oltre 300 eventi hanno portato fino alla chiusura di Aldo,
Giovanni e Giacomo al Pincio. In tempi di paura di attacchi
terroristici, "vincere la paura", come ha detto il sindaco
Veltroni, è quello che romani (e non solo) hanno fatto per una notte
intera.
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AL
CINEMA
a
cura di Ross Di Gioia

Nella Torino di
oggi, Olga (Margherita Buy),
è la più tranquilla delle donne sposate. Per niente casalinga
disperata, Olga conduce la vita di moglie e madre che la sorte le ha
riservato. Peccato che il marito Mario (Luca
Zingaretti) allevi una propria bestia nel cuore e quando arriva il
momento di farla uscire dal piccolo recinto, Olga finisce sbranata in
mille infinite- simali brandelli. Perchè col can- dore tipico del
traditore, Mario, poichè innamorato di una donna più giovane, annuncia...
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