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RUINI
TORNA A BOCCIARE I PACS
Dopo
le polemiche dei giorni scorsi che hanno investito Romano Prodi
- tutto per delle esternazioni in merito alla possibilità che
anche la nostra Legislazione possa assimilare i Pacs e che sono
state prese per un avallo al matrimonio gay - oggi tocca alla
Chiesa esprimere il proprio parere. Per bocca del cardinale
Camillo Ruini, all'apertura dei lavori del Consiglio episcopale
permanente, la posizione della Chiesa è sempre stata, è, e
senza dubbio sempre sarà, chiarissima: no a qualsiasi forma di
convivenza che possa portare ad un "piccolo
matrimonio", in quanto la convivenza non è la famiglia. La
convivenza "more uxorio", secondo il cardinale, non
può essere assimilata alla famiglie e questo principio è
esplicato chiaramente anche nella nostra Costituzione. "Non
vi è alcun reale bisogno di norme, come i Pacs istituiti in
Francia, che potrebbero portare ad un piccolo matrimonio, che
produrrebbero, al contrario, un oscuramento della natura e del
valore della famiglia". Le parole del cardinale hanno
toccato anche un altro argomento di stretta attualità: le
intercettazioni telefoniche, esprimendo un severo giudizio nei
confronti degli organi di stampa le hanno pubblicate.
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A
PECHINO FIRMATO STORICO ACCORDO
Quella
firmata dalla Corea del Nord a Pechino, oggi, è un accordo che
ha il sapore di una svolta epocale. Il governo di Pyongyang ha
sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui si impegna ad
abbandonare il nucleare e ad aderire al Trattato di non
proliferazione nucleare. A conclusione del quarto round si
consultazioni, le sei nazioni presenti (oltre alla Corea del
Nord e del Sud, c'era anche Giappone, Cina, USA e Russia) hanno
firmato un accordo il cui punto di forza è appunto la rinuncia
da parte della Corea del Nord di proseguire sulla strada del
nucleare, ed in cambio gli USA si sono impegnati formalmente
"a non attaccare la Corea del Nord con armi convenzionali o
nucleari" e dichiarano di non avere armi atomiche
dispiegate nella penisola coreana. Mentre tutti e sei i paesi si
sono impegnati ad aiutare Pyongyang nel settore dell'energia.
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SI
DIMETTE ANCHE FIORANI
L'amministratore
delegato della Popolare di Milano, Gianpiero Fiorani, si è
dimesso dopo che una nuova ipotesi di reato gli è stata
contestata dalla Procura di Milano e dai pm Eugenio Fusco e
Giulia Perotti nell'ambito dell'inchiesta condotta sulla scalata
all'Antonveneta: falsa attestazione o dichiarazione a un
pubblico ufficiale. Nei giorni scor- si una serie di
perquisizioni era stata effettuata in sedi di società e a
carico di persone fisiche per accertare la posizione
patrimoniale di alcuni dirigenti della BpI. Le dimissioni di
Fiorani hanno "effetto immediato" e sono
"irrevocabili" precisa una nota della BpI, accogliendo
così la lettera di dimissione.
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CAPIROSSI
VOLA IN GIAPPONE
Loris Capirossi e la Ducati
dominano sulla pista giapponese di Motigi nella classe MotoGP: pole
nelle prove e vittoria in gara per una doppietta praticamente perfetta.
Capirossi si mette dietro Max Biagi in sella alla Honda e al nipponico
Tamada. Il leader della classifica, Valentino Rossi, mentre tentava di
sorpassare Melandri, lo tocca ed entrambi finiscono fuori pista. Per
Melandri la barella, per Vale, che ha chiesto subito scusa al rivale
direttamente in pista, la festa per il settimo titolo mondiale è solo
rimandata.
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L'AMARA VITTORIA DELLA MERKEL Secondo
i dati dell'Ufficio federale elettorale, l'Unione Cdu-Csu di Angela
Merkel ha preso il 35,2% dei voti, contro il 34,3% della Spd e
dell'ormai ex cancelliere in carica Gerhard Schroeder (-4% rispetto al
2001). In lieve calo anche l'affluenza alle urne: 77,7% contro il 79,1%
di quattro anni fa. La Cdu-Csu porta casa 225 seggi, mentre l'Spd 222.
Al conteggio manca solo il voto del collegio di Dresda1, dove si voterà
il 2 ottobre. Ma quella che si prospetta sarà una vera e propria
disputa sulla guida di una delle nazioni europee più influenti. Perchè
è vero che ha vinto di un soffio la Merkel, ma non avendo la
maggioranza dovrà stringere una serie di alleanze che sin da subito non
sembrano di facile realizzazione. Questa annosa questione ha influito
anche sulle Borse odierne con contraccolpi evidenti.
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LA NOTTE BIANCA (E BAGNATA) E'
stata la pioggia a farla da padrona, d'accordo, ma ciò non toglie che
Roma ha visto più di un milione di persone invadere piazze e strade per
accedere a musei e palazzi aperti per tutta la notte. Dopo l'apertura di
Benigni al Campidoglio, qualche annullamento sul programma causa
acquazzoni, oltre 300 eventi hanno portato fino alla chiusura di Aldo,
Giovanni e Giacomo al Pincio. In tempi di paura di attacchi
terroristici, "vincere la paura", come ha detto il sindaco
Veltroni, è quello che romani (e non solo) hanno fatto per una notte
intera.
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AL
CINEMA
a
cura di Ross Di Gioia

Nella Torino di oggi,
Olga (Margherita Buy), è la
più tranquilla delle donne sposate. Per niente casalinga disperata,
Olga conduce la vita di moglie e madre che la sorte le ha riservato.
Peccato che il marito Mario (Luca
Zingaretti) allevi una propria bestia nel cuore e quando arriva il
momento di farla uscire dal piccolo recinto, Olga finisce sbranata in
mille infinite- simali brandelli. Perchè col candore tipico del
taditore...
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