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Opera di un hacker lo spamming che ha colpito centinaia
di utenti attraverso la mailing list del sito di Antonio Di Pietro. La
conferma arriva dallo stesso onorevole che risponde con un’e-mail alla
nostra richiesta di informazioni
Due giorni di e-mail bollenti a partire dal 27 novembre. Centinaia di
utenti sono stati registrati senza autorizzazione alla mailing list dipietro2000-outgoing@alpha.isnet.it.
Il risultato: un tam tam virtuale di insulti e richieste di aiuto per
scoprire la verità. Perché centinaia di persone si sono ritrovate
iscritte alla mailing list dipietro2000-outgoing@alpha.isnet.it
senza aver avanzato alcuna richiesta? E inoltre: si tratta di un gruppo
di discussione realmente collegato al
sito dell’ex Pm www.antoniodipietro.org?
Infine: se sì, l’ex Pm era informato del fatto?
Molti
utenti hanno inviato e-mail di accusa contro il sito di Di
Pietro:’’si tratta di spamming!’’. E invece no. Opera di un
hacker. Siamo riusciti a fare chiarezza sulla vicenda.
Utilizzando anche la Rete, lo stesso strumento che è stato teatro della
spiacevole storia. Dopo una settimana di ricerche e di tentativi,
riusciamo ad ottenere un ‘’faccia a faccia’’ virtuale con
l’onorevole Antonio Di Pietro che, contattato via e-mail dalla
sottoscritta ci risponde oggi, 3 dicembre. ‘’Innanzitutto la
ringrazio per l'occasione che mi offre di chiarire questa vicenda’’.
E poi finalmente la soluzione dell’enigma:’’....gli
iscritti alla newsletter (ndr: la newsletter del sito dell’ex Pm) si
sono trovati, come ha sperimentato anche Lei, la casella di posta
inondata di e-mail importune.
Il problema si é verificato a causa di una carenza del sistema di
sicurezza del nostro server, ma questa non é una giustificazione per
chi ha voluto approfittarne, perché se io non chiudo la porta con
una serratura robusta non significa che un eventuale ladro ha qualche
giustificazione per il fatto di essere entrato a rubare’’.
L’attacco
dell’hacker ci era stato annunciato anche dalla responsabile della
comunicazione del sito di Antonio Di Pietro, Angela Maria Zeoli,
che raggiunta telefonicamente lunedì raccontava:‘’Non è stato un
nostro errore, ma semplicemente
l’opera di un hacker che è riuscito ad entrare in possesso
dell’e-mail segreta dipietro2000-outgoing@alpha.isnet.it,
quella che memorizza la lista di tutti gli utenti iscritti alla
newsletter del sito’’.
Trovata
la causa del problema quindi, ma anche l’hacker. Nella e-mail di
risposta l’onorevole spiega:‘’Siamo riusciti a risalire al
responsabile, che ovviamente abbiamo denunciato, abbiamo modificato
l'intero sistema di gestione della mailing list e rinforzato le difese.
Certo per un hacker particolarmente capace non esistono fortezze
informatiche inespugnabili ma almeno dovrà faticare parecchio’’.
L’enigma
è stato risolto in 48 ore grazie all’assistenza del gruppo di
informatici che collaboravano con l’onorevole, un tempo Pm, alle
inchieste Mani Pulite.
Roma,
03 dicembre 2002
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