Le radici di questo odio nascono da quel lontano 1947 quando le Nazioni Unite, per riparare all’orrore del genocidio nazista, spartirono la Palestina, sino ad allora protettorato britannico, creando due stati distinti, Israele e Palestina.

Israele accettò la spartizione, mentre gli stati arabi non vollero sentire ragione.

Le Nazioni Unite sospesero la risoluzione in attesa di nuovi negoziati. E mentre gli inglesi lasciarono la Palestina , essendo finito il loro mandato, Israele il 14 maggio 1948 dichiarava l’indipendenza,lo stato palestinese a causa del rifiuto arabo, moriva ancora prima di nascere.

E così, il 15 Maggio 1948, Egitto, Iraq, Siria, Regno di Giordania, Libano e Arabia Saudita scatenano una guerra con la convinzione che il nuovo stato sarebbe stato annientato in breve tempo. E come non crederlo, visto che tutti erano dotati di eserciti regolari che si trovavano a fronteggiare il neonato esercito israeliano. Si sbagliavano.

Nel 1956 scoppia il secondo conflitto, quello del canale di Suez, gli israeliani riuscirono a conquistare buona parte della penisola ma si ritirarono a seguito di una risoluzione dell’ONU.

Il terzo conflitto si ha nel 1967, meglio conosciuto come la “Guerra dei Sei Giorni” per la rapidità con cui venne portata a termine dagli israeliani. Le truppe di Israeliane,occuparono la penisola del Sinai, le alture del Golan, la sponda orientale del canale di Suez e tutta la Cisgiordania. 

Quarto conflitto nel 1973, Conosciuta come la Guerra del Kippur, visto che l’attacco arabo fu lanciato durante una importante festività ebraica, cogliendo di sorpresa le difese israeliane che dopo le iniziali difficoltà, riuscirono comunque a  respingere gli attacchi dei Paesi Arabi confinanti.

Nel 1977 la destra del partito Likud, guidata da Menahem Begin, giungeva al potere.

1979 Begin firmava un trattato di pace con l’Egitto. Gli accordi di Camp David che costeranno la vita al leader egiziano Sadat, accusato di tradimento per aver riconosciuto lo stato d’Israele.

1982 Libano : Israele procedeva all’invasione della parte meridionale del Libano dando origine ad uno dei conflitti più lunghi e più sanguinosi del dopoguerra. Le ragioni dell’invasione erano i continui attacchi che partivano dal sud del Libano. Le truppe israeliane si ritireranno dal Libano nel 1985. Rimanendo in una fascia di confine a proteggere i territori confinanti. L’ultimo soldato israeliano, lascerà definitivamente il Libano nel maggio del 2000.

Da allora comincia l’epoca delle belle parole e delle promesse disattese, che hanno portato allo scatenarsi dell’ Intifada, degenerata con il tempo in una serie di attacchi suicidi di cui tutti oggi ne vediamo le conseguenze.

1991 : Guerra del Golfo, Israele è bombardato da missili scud lanciati dall’Irak, nonostante la tensione fosse alle stelle, nessuna reazione viene ordinata da Israele  per non infrangere i deboli equilibri della coalizione anti Irak costruiti dagli Stati Uniti con gli  Stati Arabi che avevano aderito alla guerra contro il dittatore di Baghdad.

1993, viene firmata la Dichiarazione dei Principi sull’Autonomia Provvisoria dei Palestinesi tra Israele e il PLO (come rappresentante del popolo Palestinese). Sembra l’inizio di una nuova era di speranza, sia per le richieste dei palestinesi, che per le attese di pace del popolo Israeliano.

1995 Il primo ministro Yithzak Rabin, fautore della distensione con i Palestinesi e premiato insieme ad Arafat con il premio Nobel per la pace nel 1994, viene ucciso da un folle estremista israeliano, e con lui muore forse la speranza di tutti per  una soluzione pacifica della questione.

Da quel momento e con il ritorno delle Destre al governo il processo di pace che aveva avuto una spinta impregnata di speranza, torna ad arroccarsi su reciproche accuse, scriteriate azioni terroristiche e dure rappresaglie militari.

Oggi le immagini dei corpi straziati dai proiettili o dalle bombe sono sotto gli occhi di tutti.