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Le radici di questo odio nascono
da quel lontano 1947 quando le Nazioni Unite, per riparare
all’orrore del genocidio nazista, spartirono la Palestina, sino ad
allora protettorato britannico, creando due stati distinti, Israele e
Palestina. Israele accettò la spartizione,
mentre gli stati arabi non vollero sentire ragione. Le Nazioni Unite sospesero la
risoluzione in attesa di nuovi negoziati. E mentre gli inglesi
lasciarono la Palestina , essendo finito il loro mandato, Israele il
14 maggio 1948 dichiarava l’indipendenza,lo stato palestinese a
causa del rifiuto arabo, moriva ancora prima di nascere. E così, il 15 Maggio 1948,
Egitto, Iraq, Siria, Regno di Giordania, Libano e Arabia Saudita
scatenano una guerra con la convinzione che il nuovo stato sarebbe
stato annientato in breve tempo. E come non crederlo, visto che tutti
erano dotati di eserciti regolari che si trovavano a fronteggiare il
neonato esercito israeliano. Si sbagliavano.
Nel 1956 scoppia il secondo conflitto, quello del canale di Suez, gli
israeliani riuscirono a conquistare buona parte della penisola ma si
ritirarono a seguito di una risoluzione dell’ONU.
Nel 1977 la destra del partito Likud, guidata da Menahem Begin,
giungeva al potere. Da allora comincia l’epoca
delle belle parole e delle promesse disattese, che hanno portato allo
scatenarsi dell’ Intifada, degenerata con il tempo in una serie di
attacchi suicidi di cui tutti oggi ne vediamo le conseguenze. 1991 : Guerra del Golfo, Israele
è bombardato da missili scud lanciati dall’Irak, nonostante la
tensione fosse alle stelle, nessuna reazione viene ordinata da Israele
per non infrangere i deboli equilibri della coalizione anti
Irak costruiti dagli Stati Uniti con gli
Stati Arabi che avevano aderito alla guerra contro il dittatore
di Baghdad. 1993, viene firmata la
Dichiarazione dei Principi sull’Autonomia Provvisoria dei
Palestinesi tra Israele e il PLO (come rappresentante del popolo
Palestinese). Sembra l’inizio di una nuova era di speranza, sia per
le richieste dei palestinesi, che per le attese di pace del popolo
Israeliano. 1995 Il primo ministro Yithzak
Rabin, fautore della distensione con i Palestinesi e premiato insieme
ad Arafat con il premio Nobel per la pace nel 1994, viene ucciso da un
folle estremista israeliano, e con lui muore forse la speranza di
tutti per una soluzione
pacifica della questione. Da quel momento e con il ritorno
delle Destre al governo il processo di pace che aveva avuto una spinta
impregnata di speranza, torna ad arroccarsi su reciproche accuse,
scriteriate azioni terroristiche e dure rappresaglie militari. Oggi le immagini dei corpi
straziati dai proiettili o dalle bombe sono sotto gli occhi di tutti. |