Nella Roma antica, la zona che ha visto
fiorire Piazza Farnese era attraversata nella parte sud da porticati che si
indirizzavano ai ponti di Nerone ed Elio Adriano, scavalcando
una zona lacustre.
La parte nord era dominata da alcuni strutture, quali il Circo
Flaminio, i Navalia e il Teatro di Pompeo, a contatto con
i templi detti dell’Argentina, del Teatro di Balbo e
della Villa Publica, dei Portici di Filippo e di Ottavia.
Nell’alto medioevo, tra le rovine, nacquero alcuni conventi.
In questo periodo, dominavano nella zona le famiglie dei Crescenzi e
degli Orsini, protagonisti della tensione politica che dilaniava
Roma.
Queste gentes si arroccavano intorno alla Torre detta "Arpacata"
sul "Trullo", come veniva chiamato il complesso del
Teatro di Pompeo, insieme al Tempio di Venere.
Il luogo nel tempo crebbe d’importanza per via dell’accoglimento dei
pellegrini e della presenza di laboratori di piccoli artigiani e botteghe
commerciali.
Tale sviluppo, tuttavia, portò scontri tra le famiglie aristocratiche
dell’epoca.
L’esigenza di ordine pubblico fece porre l’attenzione dei Sommi
Pontefici su questa parte di Roma, attraverso la realizzazione di concreti e
grandiosi progetti edilizi.
Il piano di sviluppo iniziò sotto Sisto IV, forse col consiglio
di Leon Battista Alberti, imperniato sulla ricostruzione del Ponte
Aurelio (detto in futuro Ponte Sisto).
L’esigenza di offrire nuove strade ai pellegrini, durante i giubilei,
portò Leone X, Paolo III, Gregorio XIII e Sisto V a
realizzare il cosiddetto "Piano delle Basiliche".
Il progetto di Sisto IV, proseguito da Giulio II
(soprannominato il "Papa guerriero"), prevedeva lo sviluppo di due
percorsi ordinati lungo la direttrice del Tevere, serviti entrambi dal Ponte
Sisto e dal previsto recupero del Ponte Neroniano.
Benché il Ponte Neroniano rimanesse un sogno disatteso, la creazione di Via
Giulia e di Via della Lungara, riordinate su un antico tracciato,
avrebbe reso un buon servizio alle esigenze di collegamento tra le due parti
dell’abitato su entrambe le sponde del Tevere.
Il piano di ricostruzione che Papa della Rovere fece redigere dal Bramante
non si limitava a fissare il tracciato e una rettilinea strada dal pieno
carattere rinascimentale, ma si imperniava sulla realizzazione di una grande
piazza al centro di uno schieramento di edifici di grande rilievo
architettonico, artistico, ma anche politico.
Sull’attuale Piazza Farnese, chiamata "Piazza dei
Tribunali" , si sarebbero affacciati il Palazzo dei Tribunali,
messo in cantiere da Papa Giulio II e dal Bramante e il Palazzo della
Cancelleria Apostolica, costruito da Papa Alessandro VI Borgia prima
della sua elezione (attuale Palazzo Sforza-Cesarini).
Sull’asse di Via Giulia, Leone X promosse l’insediamento di immigrati
toscani colti, raffinati e intraprendenti.
Venne fondata la Chiesa dei Fiorentini e dei Senesi (attuale Chiesa
di S.Caterina da Siena) insieme al Consolato e all’Ambasciata
di Toscana.
Nacquero, inoltre, altre chiese ispirate dalle corporazioni di mestiere
come, S. Egidio degli orafi e S. Spirito dei Napoletani e la Chiesa
dell’Orazione e della Confraternita della morte.
Lo sviluppo della nuova arteria influenzò tutta la zona anche lungo i
precedenti assi viari, confluenti in un sito detto la "Chiavica di
S.Lucia", da dove dipartiva Via dei Banchi Vecchi diretta
verso la Piazza di Ponte .
Parliamo di Via del Pellegrino e Via del Monserrato, così
chiamata dopo l’insediamento degli spagnoli con relativi Collegio
e Chiesa).
Adiacente a Via del Pellegrino grazie all’iniziativa dei nipoti di
Sisto IV, Cardinale Riano e Giuliano della Rovere, sorse il alazzo
della Cancelleria.
Questo edificio contribuì a diffondere, su una più vasta area, il moto
di rinnovamento edilizio avviato in Via Giulia e riqualificò il settore
centrale della zona, dove affiorava piazza Campo dé Fiori e il suo
mercato di cavalli.
Ma un altro edificio diede lustro a questa parte della città: Palazzo
Farnese.
Paolo III, dopo il saccheggio dei Lanzichenecchi decise di costruire
per la propria famiglia un palazzo pari in splendore e grandiosità al
Vaticano, assegnandogli compiti di rappresentanza particolare.
Dopo di lui altri Papi, tra il Rinascimento e l’età Barocca promossero
straordinari edifici per le proprie famiglie alle quali di volta in volta
venivano delegati compiti di pubblica rappresentanza e d’ospitalità che
il Vaticano, dopo la controriforma, avrebbe trovato poco consoni.
La famiglia Farnese, col passare dei secoli, perse la sua influenza, ma
restò il "Dado" come viene chiamato il palazzo, e sorse l’attigua
Piazza del Duca, ora Piazza Farnese.
La funzione di questo ampio spazio era di notevole rappresentanza.
In effetti, nei secoli, la piazza ha visto svolgersi cavalcate, giostre,
corride e spettacoli, specie in occasione della "Chinea",
manifestazione di riverenza del Regno di Napoli verso la S. Sede.
Infine, intorno al palazzo, sorsero Palazzo Forvianti a via del
Monserrato e Palazzo Spada a Piazza Capo di Ferro, nonché l’Ospizio
Sistino e quello dei Cento Preti, dove venivano ricoverati ed
assistiti gli anziani sacerdoti.
Infine, la fontana dell’Acqua Paola, addossata a tale edificio,
(oggi sita in Piazza Trilussa, a Trastevere), dava l’idea in piccolo del "Lago
di Piazza Navona".