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LE PIAZZE DI ROMA:  PIAZZA FARNESE

di Arnaldo Capilli

 


Piazza Farnese di sera

Fontana di Piazza Farnese

 

 

 

 

 

 

 

 


Fontana Farnese di Piazza Farnese, acquaforte di Domenico Amici, 1837

 

 

 

Palazzo Farnese

Palazzo Farnese

 Sede dell'Ambasciata francese




 

Palazzo Del Gallo di Roccagiovine a Piazza Farnese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mappa del sito

 

Nella Roma antica, la zona che ha visto fiorire Piazza Farnese era attraversata nella parte sud da porticati che si indirizzavano ai ponti di Nerone ed Elio Adriano, scavalcando una zona lacustre.

La parte nord era dominata da alcuni strutture, quali il Circo Flaminio, i Navalia e il Teatro di Pompeo, a contatto con i templi detti dell’Argentina, del Teatro di Balbo e della Villa Publica, dei Portici di Filippo e di Ottavia.

Nell’alto medioevo, tra le rovine, nacquero alcuni conventi.

In questo periodo, dominavano nella zona le famiglie dei Crescenzi e degli Orsini, protagonisti della tensione politica che dilaniava Roma.

Queste gentes si arroccavano intorno alla Torre detta "Arpacata" sul "Trullo", come veniva chiamato il complesso del Teatro di Pompeo, insieme al Tempio di Venere.

Il luogo nel tempo crebbe d’importanza per via dell’accoglimento dei pellegrini e della presenza di laboratori di piccoli artigiani e botteghe commerciali.

Tale sviluppo, tuttavia, portò scontri tra le famiglie aristocratiche dell’epoca.

L’esigenza di ordine pubblico fece porre l’attenzione dei Sommi Pontefici su questa parte di Roma, attraverso la realizzazione di concreti e grandiosi progetti edilizi.

Il piano di sviluppo iniziò sotto Sisto IV, forse col consiglio di Leon Battista Alberti, imperniato sulla ricostruzione del Ponte Aurelio (detto in futuro Ponte Sisto).

Piazza Farnese - Stampa di Piranesi

L’esigenza di offrire nuove strade ai pellegrini, durante i giubilei, portò Leone X, Paolo III, Gregorio XIII e Sisto V a realizzare il cosiddetto "Piano delle Basiliche".

Il progetto di Sisto IV, proseguito da Giulio II (soprannominato il "Papa guerriero"), prevedeva lo sviluppo di due percorsi ordinati lungo la direttrice del Tevere, serviti entrambi dal Ponte Sisto e dal previsto recupero del Ponte Neroniano.

Benché il Ponte Neroniano rimanesse un sogno disatteso, la creazione di Via Giulia e di Via della Lungara, riordinate su un antico tracciato, avrebbe reso un buon servizio alle esigenze di collegamento tra le due parti dell’abitato su entrambe le sponde del Tevere.

Il piano di ricostruzione che Papa della Rovere fece redigere dal Bramante non si limitava a fissare il tracciato e una rettilinea strada dal pieno carattere rinascimentale, ma si imperniava sulla realizzazione di una grande piazza al centro di uno schieramento di edifici di grande rilievo architettonico, artistico, ma anche politico.

Sull’attuale Piazza Farnese, chiamata "Piazza dei Tribunali" , si sarebbero affacciati il Palazzo dei Tribunali, messo in cantiere da Papa Giulio II e dal Bramante e il Palazzo della Cancelleria Apostolica, costruito da Papa Alessandro VI Borgia prima della sua elezione (attuale Palazzo Sforza-Cesarini).

Sull’asse di Via Giulia, Leone X promosse l’insediamento di immigrati toscani colti, raffinati e intraprendenti.

Venne fondata la Chiesa dei Fiorentini e dei Senesi (attuale Chiesa di S.Caterina da Siena) insieme al Consolato e all’Ambasciata di Toscana.

Nacquero, inoltre, altre chiese ispirate dalle corporazioni di mestiere come, S. Egidio degli orafi e S. Spirito dei Napoletani e la Chiesa dell’Orazione e della Confraternita della morte.

Lo sviluppo della nuova arteria influenzò tutta la zona anche lungo i precedenti assi viari, confluenti in un sito detto la "Chiavica di S.Lucia", da dove dipartiva Via dei Banchi Vecchi diretta verso la Piazza di Ponte .

Parliamo di Via del Pellegrino e Via del Monserrato, così chiamata dopo l’insediamento degli spagnoli con relativi Collegio e Chiesa).

Adiacente a Via del Pellegrino grazie all’iniziativa dei nipoti di Sisto IV, Cardinale Riano e Giuliano della Rovere, sorse il alazzo della Cancelleria.

Questo edificio contribuì a diffondere, su una più vasta area, il moto di rinnovamento edilizio avviato in Via Giulia e riqualificò il settore centrale della zona, dove affiorava piazza Campo dé Fiori e il suo mercato di cavalli.

Ma un altro edificio diede lustro a questa parte della città: Palazzo Farnese.

Paolo III, dopo il saccheggio dei Lanzichenecchi decise di costruire per la propria famiglia un palazzo pari in splendore e grandiosità al Vaticano, assegnandogli compiti di rappresentanza particolare.

Dopo di lui altri Papi, tra il Rinascimento e l’età Barocca promossero straordinari edifici per le proprie famiglie alle quali di volta in volta venivano delegati compiti di pubblica rappresentanza e d’ospitalità che il Vaticano, dopo la controriforma, avrebbe trovato poco consoni.

La famiglia Farnese, col passare dei secoli, perse la sua influenza, ma restò il "Dado" come viene chiamato il palazzo, e sorse l’attigua Piazza del Duca, ora Piazza Farnese.

La funzione di questo ampio spazio era di notevole rappresentanza.

In effetti, nei secoli, la piazza ha visto svolgersi cavalcate, giostre, corride e spettacoli, specie in occasione della "Chinea", manifestazione di riverenza del Regno di Napoli verso la S. Sede.

Infine, intorno al palazzo, sorsero Palazzo Forvianti a via del Monserrato e Palazzo Spada a Piazza Capo di Ferro, nonché l’Ospizio Sistino e quello dei Cento Preti, dove venivano ricoverati ed assistiti gli anziani sacerdoti.

Infine, la fontana dell’Acqua Paola, addossata a tale edificio, (oggi sita in Piazza Trilussa, a Trastevere), dava l’idea in piccolo del "Lago di Piazza Navona".

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