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CONGIUNTAMENTE COMUNICANO
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Si sono
tenuti i funerali delle 29 persone morte a S. Giuliano di
Puglia, in gran parte bambini della scuola elementare crollata
a causa del terremoto in Molise.Le immagini le abbiamo viste
tutti. Dopo il dolore, le lacrime è il momento di capire
perché ciò è accaduto, anche se non servirà a ridare quei
bambini ai loro genitori. Ma almeno per il rispetto che è
doveroso tributargli, essendo state vittime ignare dei motivi
che hanno troncato in un secondo le loro vite.
E’ il momento di dare il nostro aiuto prezioso a
coloro che oltre ai propri bambini - come se ciò non bastasse
- hanno perso tutto: la casa, il lavoro, una vita fatta di
sacrifici e di impegno. “Un aiuto subito”, come la
raccolta di fondi organizzata dal TG5 e dal Corriere della
Sera, già sperimentata con successo nell’ultimo terremoto
in Umbria e nelle Marche, chiamando il numero verde 800 332211
per i possessori di CartaSi, Visa e Mastercard. Maggiori
informazioni sono disponibili sul sito www.tg5.it
o su www.corriere.it.
Il Governo ha già stanziato 50 milioni di euro per le
popolazione del Molise e 10 milioni di euro per quelle della
Sicilia, entrambe colpite dai terremoti dei giorni scorsi.
Terremoti, inondazioni ed eruzioni vulcaniche stanno
flagellando da
anni il nostro Paese (e non solo), provocando morti ed ingenti
danni. E l’uomo è costretto ogni volta al ruolo di piccolo
spettatore passivo rispetto alle gigantesche forze della
natura. Ma è tutta colpa della natura o forse c’è anche
qualche responsabilità umana nei tragici epiloghi di questi
eventi? Il
terremoto, di per sé, non uccide.
Uccidono, invece, gli edifici costruiti male che
crollano sulla testa della gente per effetto del movimento
tellurico.
Essendo
l’Italia un paese altamente sismico, i criteri edilizi
dovrebbero rispettare la relativa normativa di prevenzione.
Ma solo per
le zone ritenute a rischio, ossia quelle dove in passato si è
verificato un terremoto. Per le altre zone questo non vale. Ciò
significa che li dove non si è mai verificato un terremoto si
costruisce senza rispettare le prevenzioni antisismiche. E che
succede se invece un bel giorno si verifica un forte sisma? A
voi l’ovvia risposta.
Prima
veniamo a sapere che il territorio di S. Giuliano di Puglia,
fino al 31 ottobre 2002, non era ufficialmente ritenuto una
zona sismica.
Poi si
apprende che, invece, da qualche anno, il paese era stato
inserito nella mappa sismica come territorio ad alto rischio,
ma che questa nuova classificazione non era ancora stata
recepita dalle amministrazioni ed autorità competenti. Come
mai? Gradirei inoltre sapere dagli scienziati competenti in
materia da dove nasca e se assurga a regola scientifica la
teoria che non può verificarsi un terremoto li dove non è
mai accaduto, udita in questi giorni di interviste, talk show
e tam - tam mediatico. Ma, per favore, che la risposta non sia
fondata sul famoso calcolo delle probabilità, perché i morti
sono reali! Personalmente, ritengo che ogni zona possa essere colpita da
un sisma, così come da un temporale. Comunque, sembra che in
quella zona in effetti ci fu un terremoto circa 600 anni fa.
E allora
come mai in passato non era stata ritenuta sismica? Come mai
– fatto ancora più grave – non era stata recepita la
nuova classificazione di paese altamente sismico con le
conseguenze che ciò comporta in ordine alle costruzioni?
Perché per intervenire dobbiamo sempre aspettare che una
scuola o qualcos’altro crolli sulla testa di bambini, di
insegnanti, di bidelli, della gente che paga le tasse e
vorrebbe perciò vivere in uno stato e in un ambiente più
sicuro? Tutto ciò sarà ovviamente materia di indagine della
magistratura che ha già aperto un’inchiesta e che ha già
definito la situazione come “anomala”.
Una cosa è sicura: non sono anomali i terremoti, le
inondazioni o le eruzioni vulcaniche. Mentre è anomala
e criminale la negligenza, l’incuria e il solito
lassismo di chi permette di costruire edifici che non
rispettano la normativa antisismica, di chi permette di
costruire sulle pendici di un vulcano esplosivo e pericoloso
come il Vesuvio o l’Etna, nelle zone di esondazione dei
fiumi, come molto spesso è avvenuto in passato, di chi non
esegue alcun tipo di manutenzione agli edifici scolastici,
carenti addirittura di certificati di abitabilità, come ha
messo in luce in questi giorni Striscia la notizia.
Se tutto ciò non è criminale, allora ditemi voi
cos’è? Si sono messi in sicurezza gli impianti elettrici
con la Legge n. 42 del 1990, poi gli ascensori e le caldaie.
Dopo i crolli di due palazzi, è stato istituito il fascicolo
del fabbricato. E allora perché non si è ancora resa
obbligatoria, in un paese altamente soggetto a rischio
terremoti come il nostro, l’applicazione della normativa
antisismica per l’intero patrimonio immobiliare?
Oltre a salvare vite umane, ciò contribuirebbe a
rilanciare il settore edilizio, volano dell’economia, magari
offrendo sempre l’incentivo della detrazione al 36%,
attualmente in via di proroga da parte della legge finanziaria
per il 2003. Prevenire è meglio che curare, anche perché i
morti non si curano! Sono morti molti bambini ed il minimo che
si poteva fare nel giorno del funerale, per rispetto loro e
delle loro famiglie, era indire una giornata di lutto
nazionale, con la programmazione televisiva interrotta, senza
i soliti palinsesti di intrattenimento della domenica
pomeriggio, fatti di canzoni, lustrini, giochi e parruccone,
seppur velate da una finta mestizia.
Neanche
questo si è fatto, perché si sa che “show must go on”.
Luigi
Piccarozzi, 5 nov 02
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