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Ci RISIAMO 
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Il dramma che segna la fine di quest’anno per il nostro Paese si chiama S. Giuliano di Puglia, piccolo centro abitato che ha subito un devastate terremoto segnando tutti noi per la morte di 29 persone in gran parte ragazzi preadolescenti, purtroppo bambini.

I fatti li conosciamo tutti, non ritornerò quindi sulle statistiche del dramma, lo hanno fatto tutti gli organi d’informazione sia in rete che fuori,invece sorge un  dubbio.

Ci risiamo! Con cosa?  Con le tendopoli, con il freddo, che guarda caso colpisce paesini ad alta quota, come è successo con il precedente terremoto dell’Umbria, dove per anni gli abitanti colpiti dal sisma sono stati costretti a vivere  nei containers. Frigoriferi d’inverno e forni d’estate.

Oggi ancora un volta, dobbiamo fare i conti con persone anche anziane, cittadini italiani, che hanno  subito sulla loro pelle la morte di giovanissimi abitanti e visto scaricare le loro case sia dall’evento naturale che dalle ruspe dei vigili del fuoco e che dovrebbero essere assistiti in modo molto, molto diverso.

Le autorità, i governi di tutti i colori   e schieramenti politici, non hanno l’idea che questo Paese è ad alto tasso sismico?

I governi non sanno che potrebbero esserci terremoti anche nei prossimi mesi o anni che  metteranno a repentaglio la vita, ma anche l’abitabilità e quindi la dignità dei loro governati?

Non è ancora balenata l’idea, semplice, di prepararsi ai terremoti come fa il Giappone, e predisporre immediatamente, dico immediatamente una rete di alloggi statali per i terremotati?

No, questo non è ancora balenato nella mente di chi amministra il nostro Paese... si pensa sempre ad altro.

Ora cosa faranno i cittadini di quella parte del Molise? Aspetteranno come hanno fatto tutti gli altri, l’”iter” del terremoto, l’”iter” dei disgraziati che hanno avuto la sfortuna di vivere e costruire su falle sismiche senza saperne nulla.

Prima le tende, poi le roulotte, poi i container, poi forse chissà i prefabbricati.

E tutti contenti come ai tempi del terremoto dell’Umbria sotto il governo dell’Ulivo dove un giornalista in un servizio su Rai Tre esaltava i container e  le case di plastica affermando  che erano meglio delle case in mattone, facendosi vedere sdraiato su un letto all’interno di queste case in lamiera  e terminato il servizio, salutava i telespettatori con aria soddisfatta,  tanto era solido, accogliente e sicuro il “sito” ove giaceva.

Parafrasando il Principe de Curtis alias Totò vorremmo dirgli: “ ma mi faccia il piacere”!

Speriamo che non si ripeta lo stesso cinismo giornalistico,televisivo-propagandistico.

Il Presidente della Repubblica ricordando il 4 novembre ha detto che stiamo riscoprendo i nostri valori, l’amore di Patria, e allora si ricominci a riscoprire il valore tutto italiano della solidarietà e delle vera assistenza nei confronti di quei compatrioti colpiti da eventi drammatici e bisognosi di tutta la nostra attenzione.