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Il successo tanto sbandierato in questi giorni
del programma di Antonio Ricci “Striscia la Notizia” con i
due mattacchioni Ezio Greggio e Enzo Iacchetti, è di buon
grado il termometro del gradimento del cittadino italiano tele
dipendente ad un certo modo di fare televisione.
Non possiamo certo biasimare i conduttori,o le
affascinanti veline, delle lolite dal corpo adolescenziale, ma
con in testa un
futuro da top manger all’interno di Mediaset, o di donne
immagini di prodotti di corsetteria e quant’altro.
I due presentatori con il loro savoir faire,
hanno la meglio su chiunque, su “Chicco” Mentana,
su Vespa relegato alla tarda serata, e sui tg delle altre
reti.
Il successo non è dovuto solo alla fascia oraria a ridosso dei
telegiornali ma è anche ad un mix esplosivo e
spettacolare di comicità, satira, e di informazione con
interessanti quanto incredibili inchieste.
Per dire
la verità, il
programma di Ricci può ben essere considerato al pari dei
programmi condotti da Michele Santoro che ora è
in cerca di rifarsi una verginità “progressista”
dopo aver lavorato negli Anni dell’Ulivo per le Tv di
Berlusconi.
Ma non
è solo questo che interessa, a noi navigatori del web e
ricercatori della notizia culturale e della cronaca, ma il
fatto che, l’unica novità della
stagione autunnale primaverile della tv,
sembra proprio essere questo programma, ascoltato da
tutti, sia dal telespettatore di destra che di sinistra.
Non abbiamo
altro.
Gulp !
Pensate al programma “Operazione
Trionfo”, trasmesso su Italia 1, un vero e proprio
flop tanto che dovremmo ribattezzarlo “Operazione Tonfo”,
o alle solite trasmissioni sul calcio che ormai non sanno più
di niente, come “Quelli che…..il calcio” su Rai 3,
fucina di satira cripto ulivista.
Il resto lo vediamo da noi, con la sequenza
dei programmi fotocopia dedicati allo scontro- incontro
tra fidanzati, ex mogli tradite, mariti cornuti,che ci
accompagnano dal pomeriggio sino alla sera inoltrata, o
alla maratona della signora Costanzo che monopolizza la tv
in prima serata in una sarabanda dove a volte non si capisce
chi sia l’abbandonato o l’abbandonatore. Per non
parlare poi del club delle babbione che ora si
riuniscono a tarda ora sulla 7, affascinate (solo loro),
da sogni masturbanti e ammuffite chimere.
Ricordate,invece, “Portobello” del Grande e
sfortunato Enzo Tortora? Ricordate come in fondo quella
trasmissione fosse così semplice e sincera ?
A noi pare che essa sia, oggi, la capostipite
delle attuali trasmissioni verità, anche se ovviamente più
moderne.
La tv italiana ci ha fatto vedere la guerra in
diretta: morti, mutilati, prigionieri, profughi, ma il
pubblico ormai dopo la tangentopoli televisiva, i processi in
diretta contro la mafia, la
1° guerra del golfo, sembra non avere più di questi
interessi, infatti, non credo che la 2° guerra contro
l’Iraq avrà lo stesso impatto emotivo della prima, proprio
perché l’assuefazione di questi ultimi 10 anni a certa tv,
hanno reso indifferente il telespettatore agli eventi narrati
in questi ultimi mesi, sia sui fatti di cronaca, sia sulla
situazione internazionale.
Cosa resta da vedere in tv nella serata che ci
accompagna a casa dopo ore di lavoro e dopo ore e ore di
stress,da traffico, da mobbing, da problemi familiari ed
altro?
Lo sberleffo di due presentatori e i deretani di
due post adolescenti!
Arnaldo
Capilli, ottobre 2002
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