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I FILMS DELLA SETTIMANA

a cura di Ross Di Gioia

                                                             Lady Henderson presenta

 

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Mentre infuria ancora la guerra al botteghino natalizio, con lo scontro tra il duo Boldi/De Sica e Leonardo Pieraccioni - battaglia che ha visto il comico toscano prendersi una parziale rivincita negli ultimi rilevamenti, superando di poco i rivali nella media per copia – nelle uscite di giovedì 5 gennaio c’è praticamente un film per ogni gusto. Partiamo con Lady Henderson presenta, una deliziosa commedia british-style con una coppia da applausi: Judi Dench e Bob Hoskins. Ispirato ad una storia realmente accaduta, Laura Henderson (Dench), eccentrica ed eccessiva in ogni sua manifestazione, è una facoltosa donna dell’upper class londinese che del 1937 rimane vedova all’età di 69 anni. Seppellito l’adorato marito, dopo aver già seppellito il figlio in Francia morto durante la Prima Guerra Mondiale, all’anziana signora tocca l’annosa domanda: e ora che ne faccio della mia vita? Scampato il pericolo di una full immersion di ricamo su consiglio dell’amica del cuore, Lady Henderson acquista un teatro nel cuore di Soho, il Windmill Theatre, trovandosi così un hobby decisamente più stimolante. Non avendo nessuna esperienza di spettacoli, l’intraprendente signora affida la direzione del Windmill a Vivian Van Damm (Hoskins), un uomo inflessibile e professionista serio, il cui carattere rigido va subito a cozzare contro l’esuberanza della propria mecenate. Reso il Windmill un revue-de-ville, cioè una rivista in scena non-stop, Van Damm fa del proprio Teatro un successo in tutta Londra e di Lady Henderson una donna felice, fino a quando gli altri spettacoli cittadini non iniziano a copiare la formula e a mettere in difficoltà la produzione. Ed è allora che Lady Henderson tira fuori la sua idea geniale: realizzare uno spettacolo licenzioso, facendo spogliare le ragazze del tutto ma costringendole a restare assolutamente immobile, condizione inappellabile imposta dal censore di turno. Il Windmill diviene così il perno del divertimento militare nella Londra devastata dalle bombe naziste, e Lady Henderson e Vivian Van Damm coltivano la loro affettuosa e delicata amicizia, condita spesso da improperi e stoccate, dove alle bizze della signora bisogna opporre la ragione dell’esperienza, tutto nell’interesse di uno show che deve andare avanti. Leggero e godibile, candidato a tre Golden Globe (Migliore commedia, attrice protagonista e attore non protagonista), Lady Henderson presenta, diretto da Stephen Frears, è un fulgido esempio di querelle inglese tagliente ed esilarante al tempo stesso, dove tutto il ritmo poggia su una coppia di attori veri, straordinari nei duetti e nelle schermaglie linguistiche.

Ma c’è un’altra Lady che si affaccia al cinema questa settimana. Questa, però, è stata in galera ed indossa l’ombretto rosso, trama una rappresaglia covata per anni dietro le sbarre e deve togliersi di dosso la nomea di buona. Lady Vendetta, insieme a Old boy e Mr. Vendetta, chiude il sanguinario triangolo della vendetta del regista coreano Park Chan-wok. Geum-ja (Lee Young-ae) è una bellissima ragazza che assurge a ruolo di star mediatica per il peggiore dei motivi: ha rapito e ucciso un bambino di cinque anni. Arrestata ed incriminata, la ragazza si fa tredici anni di galera, durante i quali diventa una prigioniera modello e aiuta le sue colleghe detenute in ogni modo, tanto da guadagnarsi l’appellativo di Geum-ja la dolce. Liberata e per niente redenta, Geum-ja ora è fermamente decisa a vendicarsi a suo modo. Forte di una rete di amicizie e protezioni creata in galera, l’ex galeotta va alla ricerca dell’oggetto della propria ossessione: Mr. Baek (Choi Min-sik, protagonista di Old boy) il professore d’inglese che è la causa principale del suo arresto. Una volta trovato, Geum-ja rivela all’investigatore della polizia - che non ha mai creduto alla sua colpevolezza – tutta la verità sulla fine del bambino ed insieme troveranno modo, percorrendo la via più feroce, di mettere il giusto ordine nelle cose. Lady vendetta è semplicemente un capolavoro. Per quasi due ore si viene catapultati nelle viscere di una storia incredibile e a tratti grottesca, con una presunta assassina che esce di galera più assetata di sangue di prima, una figlia ritrovata che era stata adottata da una coppia australiana e che ora non vuole più lasciare la vera madre (tra le scene più esilaranti di tutto il film) e, senza rivelarvi troppo, una mutua soccorso della vendetta (i genitori delle altre piccole vittime) che finiscono quello a cui la Lady ha dato inizio… Se non vi siete mai accostati al cinema d’Oriente, in molti casi di difficile digeribilità, allora fatevi risucchiare dalla spirale di Lady vendetta, non ve ne pentirete.

Il sangue abbonda anche in Saw 2, ma decisamente il livello è di tutt’altro genere. Seguito del film che uscì lo scorso anno in questi stessi giorni, Jigsaw è proprio tornato e intende continuare a giocare con le sue vittime. Lo psicotico assassino, stavolta, ha ideato lo sterminio sistematico delle sue vittime facendole divertire – si fa per dire - tra la vita e la morte. Partendo dalla scoperta di un cadavere, il cui modus operandi non può che portare dritto dritto a Jigsaw, il detective Eric Mathews (Donnie Wahlberg) inizia le indagini ed in men che non si dica arriva a catturare l’assassino. Inutile dire che la puzza di bruciato si sente a chilometri di distanza. E ben presto si vedono anche le fiamme. L’arresto di Jigsaw, infatti, era solo il pretesto per dare il via al nefando gioco dell’assassino, alle cui regole devono sottostare otto ignare vittime se vogliono salvarsi la vita, come dovrà imparare, partecipandovi, anche il detective Mathews. In un intreccio che via via diventa sempre più intricato (a forza di incongruenze), abbondano giochetti pseudo-torturatori, enigmi da risolvere e tanta, tantissima noia.

Provate ad immaginare un cyber-Pinocchio il cui naso si allunga come il finger di un aeroporto, divenendo retrattile poi quando dice la verità. È quello che ha fatto il regista Daniel Robichaud in P3K: Pinocchio 3000, una co-produzione franco/ispano/canadese in animazione 3D. La storia, leggenda delle fiabe, è nota, ma stavolta Pinocchio non è un giocattolo di legno bensì un robot, Geppetto da falegname diventa un inventore che applica la tradizione ai mezzi tecnologici che ha disposizione nel 3000 e la fatina… bhe, quella è sempre meno turchina, ma in compenso è divenuta olografica, ha acquisito un incarnato di colore (nella versione originale la voce è di Whoopi Goldberg) e una lingua ancora più scatenata (e qui il merito è dell’interpretazione di Platinette). Pinocchio, nonostante l’aiuto della fatina e del pinguino di laboratorio Spencer, non riesce a tenersi lontano dai guai e cade ingenuamente nelle grinfie di Scamboli, il sindaco anti-ecologista di Scamboville. Geloso dell’ingegno di Geppetto e dello stesso Pinocchio che diventa grande amico della figlia, il sindaco Scamboli, spalleggiato dalla coppia Cab e Rodo, due assistenti pasticcioni, ha un piano diabolico: riempire il parco giochi della città con bambini trasformati in robot. Toccherà a Pinocchio, con l’intervento di chi lo ama, dimostrare una nuova maturità che gli permetta di sventare il piano del sindaco. Così, dopo tante bugie, il robot troverà in sé la forza della verità, forza che gli permetterà di conquistarsi anche un cuore di bambino. Dopo i classici, al cinema arriva il primo cyberclassico, una favola rivista in chiave futurista che mantiene la struttura narrativa collodiana, per un film divertente e citazionista che avvicinerà ancora di più i bambini ai personaggi di una storia senza tempo.

È tutto invariato nelle prime quattro posizioni della classifica degli incassi nel week-end compreso tra il 30 dicembre e l’1 gennaio. Minimo lo scarto tra Natale a Miami che tiene saldo lo scettro di leader, Ti amo in tutte le lingue del mondo (secondo) e Le cronache di Narnia – Il Leone, la Strega e l’Armadio (terzo) - tutti e tre sopra i 2 milioni di euro - mentre King Kong (quarto) è ben più lontano. Risale Vizi di famiglia (quinto) a scapito di Memorie di una geisha (sesto), così come Chicken Little – Amici per le penne (settimo), che manda giù A history of violence (ottavo) e Parole d’amore (nono). Resiste decimo  Harry Potter e il Calice di fuoco.

 

 

(r.digioia@momentosera.com)

Roma, 05 gennaio 2006