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L'ALTA MODA INCANTA PARIGI

a cura di Federica Sordi

    

                                                         

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Milano passa il testimone a Parigi per presentare le collezioni per il prossimo autunno/inverno. Tanti gli stili ma un’unica ispirazione: rivolgersi prevalentemente al passato per cercare la novità. Occhialoni scuri, bandana nera, colori cupi e croci al collo in pieno stile gotico ma sexy: è questo l’identikit delle modelle schierate da Christian Dior al Grand Palais davanti ad un parterre che annovera tra i tanti ospiti anche Kate Hudson.

Yohyi Yamamoto gioca invece su uno stile maschile e XL, fatto di giacche con maniche extra long e le spalle scese, tailleur spiegazzati e ripresi e pantaloni da uomo portati, però, con corpetti di lana steccata. I colori dominanti sono scuri tranne qualche tocco argento in stile “tye and dye”. Il prossimo inverno sarà all’insegna della naturalezza per Jean Paul Gaultier: “dovremmo apprendere dagli animali l’eleganza e la spontaneità innata” dichiara lo stilista per giustificare il gatto pelato canadese e le civette: animali in via d’estinzione da proteggere. Un tema ricorrente è il volto ricoperto dal velo, tant’è che quasi tutto è ricoperto di tulle nero, come i tubini strizzati, che va anche sotto a gonfiare le gonne a palloncino decisamente retrò.

Per Yves Sain Laurent, l’italiano Stefano Pilati ha scelto gonne gonfie sui fianchi e strette all’orlo, lunghe 4 centimetri sopra il ginocchio; tanti fiocchi e rose e cappotti di vernice. Le scollature degli abiti sono praticamente inesistenti sul decoltè ma lasciano completamente scoperta la schiena che diventa una potentissima arma di seduzione.
Mentre le ragazze di Stella Mc Cartney adorano il denim effetto seconda pelle, la maglia lavorata in miniabiti e bluse grigio perla e gli stivali a stiletto. Per le serate eleganti invece si infilano negli abiti grafici bianchi e neri a taglio impero con scollatura a cuore iperfemminile.

Felice esordio per Peter Dundas, subentrato a Vincent Darrè nel ruolo di direttore artistico della maison Ungaro, che, per riportare la griffe al successo del passato, propone abitini dai colori decisi e dai sapienti drappeggi, corsetti in cocco, boleri di piume e pellicce “bagnate” nell’oro, per aggiungere un tocco ancora più lussuoso.
Ritorno ai sixties ed al bon ton di Mademoseille Coco per la collezione di Chanel la quale riesce a mischiare le robe manteaux di taffettà, l’inossidabile tailleur, ridotto però a minigonna e una nuova maxi borsa in vernice blue ottanio, il tutto con qualche citazione gotica.

Lo storico ristorante Laperouse, nato nel 1766, è stato la splendida cornice della sfilata di Miu Miu, marchio di Prada, al suo debutto parigino. Questo magico ristorante in cui si respira l’800 deve avere anche ispirata Miuccia Prada, la quale ha rivisitato in chiave moderna broccati e drappeggi d’epoca, trasformandoli in miniabiti vertiginosi, accompagnati da zeppe scultura in legno dorato.
Valentino ritrova il nero “perché – dice – è rassicurante e poi basta guardarsi attorno: su 50 donne, 48 lo scelgono”. Perciò la collezione è caratterizzata da un’estrema portabilità dei capi, come le gonne svasate e ricamate da portare con leggere camicie sbuffanti e adornate dai fiocchi. Dedicata all’amico Basquiat (di cui lo stilista possiede 3 quadri) è invece la seconda parte del defilé: le sue pennellate colorate vengono trasferite ora su un jeans ora su un tubino. Per la sera, ovviamente, il rosso: lungo e sensuale in raso o chiffon.

Marc Jacobs, stilista americano di Louis Vuitton, ha immaginato una donna che rompe le regole e mescola e sovrappone ogni cosa ad un’altra: la gonna in lana bouclè sui pantaloni grigi maschili, il pull di cachemire sul tailleur di tweed o sopra un abito. Tanti stili da personalizzare per donne anticonformiste che, però, la sera vogliono stupire con l’abito di rouches spumeggianti e stravedono per le maxiborse oro e argento e, naturalmente, logatissime.

 

Roma, 07 marzo 2006