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IN SCENA MILANO MODA UOMO

a cura di Federica Sordi

    

                                                         

 

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“Signore e signori si parte”: che sia il jet privato di Valentino o la nave di D&G o il gatto delle nevi di Iceberg, non fa differenza: l’importante è viaggiare. Anche nel tempo o con la fantasia, alla scoperta di luoghi magici e affascinanti, nei quali l’uomo può esprimere la sua virilità come più gli piace.

Ed è così che l’ultima edizione di “Milano Moda Uomo”, che si è appena conclusa, ha presentato i più svariati scenari, quasi tutti, però, legati da un filo conduttore: l’uomo cosmopolita con immancabile borsa/bagaglio a mano.

La sala d’attesa dell’aeroporto immaginato da Valentino è un viavai di gente: dal divo in completo sartoriale e pullover dolcevita, all’uomo d’affari in cappotto cammello con compagna in trench di coccodrillo color miele; dal manager in completo grigio gessato alla rockstar con giacca iridescente, dal calciatore sposato con la popstar (sosia dei Beckham), ai cowboy gay del film “Brokeback Mountain”. Grande sfoggio, come ogni viaggiatore che si rispetti, di borsoni e valigie stampate zebrate e maculate, oltre a quello di pelle e pellicce: dall’agnello persiano al cavallino, al camoscio e al coccodrillo. Tutti rigorosamente impeccabili, viene spontaneo chiedersi: “Andranno tutti a Hollywood?”. Valentino risponde: “E’ un ricordo dei miei viaggi del passato attraverso l’Europa, la Cina, il Giappone, quando tutti viaggiavano in maniera estremamente elegante”.

Sulla nave di D&G invece, tra timoni, ancore e cime, sfilano comandanti, pescatori, mozzi e cadetti dell’Accademia dall’aria tosta. Vestono pullover a righe bianche e blu o divise d’ordinanza un pò vissute. Il pezzo forte sono le T-shirt con stampata la copertina dell’ ultimo album di Madonna, realizzate però solo per la sfilata.

Le alte quote innevate immaginate da Paolo Gerani per Iceberg suggeriscono di indossare bomber gonfi e caldi nei colori del ghiaccio, beige, nocciola e piumini tecnici da portare anche in città con i dettagli di camoscio e pelle.

L’uomo di Rocco Barocco fugge dalla città per concedersi lunghe passeggiate nella campagna della Scozia: indossa dunque pantaloni scozzesi, camicie di cotone e maglie di lana e cachemire abbinate a giubbotti di pelle stropicciata.

Frankie Morello invece ci invita a fantasticare portando in scena il mondo bizzarro di Alice nel Paese delle meraviglie, abitato da creature spiritose vestite di camicie a quadrettoni, maglioni extralong e maglie a righe, il tutto reso stravagante dagli accessori come le scarpe rosse, cappelli, coccarde, orologi da taschino e guanti.

Altra passerella, un altro viaggio, questa volta nel tempo. Un salone settecentesco accoglie l’uomo di Roberto Cavalli: l’omaggio ai 250 anni dalla nascita di Mozart si sente nell’aria e nella ricchezza dell’abbigliamento. Le camicie sono di seta, le giacche prendono la forma di vestaglie e si arricchiscono di broccati. Con un passaggio obbligato a Oriente il bel giovane griffato Cavalli sceglie giacche-kimono con draghi, serpenti e ricami iridescenti declinati nel binomio nero/rosso lacca. Ad inseguire gli uomini uno stuolo di donne in abiti da sera svolazzanti e sexy capitanate da Victoria Beckham, ex Spice Girl e moglie del famoso calciatore David.

Una vera e propria “Velvet Mania” quella di Armani. Nessun altro materiale è ammesso, se non la pelliccia che, trasformata in cappotto, diventa lo specchio del narcisismo maschile. Il velluto è dunque il protagonista della passerella: liscio, a costine, stampato scozzese o Principe di Galles dà un’aria fluida ai pantaloni e alle giacche dalle quali sbucano camicie di seta. Il tutto proposto in tinte azzardate come il blu ottanio, bordeaux, viola e verde. Gucci invece sceglie pantaloni affusolati, spesso dentro gli stivali, ed il romanticismo di trine e pizzi che enfatizzano il collo con richiami settecenteschi rubati ai dipinti d’epoca.

Lasciato il minimalismo ad altri, l’uomo di Prada reinventa le regole del guardaroba e suggerisce di scaldarsi indossando il cardigan sopra la giacca, un cappotto maculato o zebrato e pantaloni aperti sulla caviglia con una zip sopra lo stivaletto.

Donatella Versace porta in scena l’icona dell’uomo di potere, determinato ed elegante, vestito in completi rigorosi dalle spalle squadrate e dai pantaloni asciutti. La maglieria di cashemire sostituisce la camicia sia di giorno che di sera, da portare però con una sciarpina di seta. Il blu detta le regole cromatiche dell’intera collezione archiviando, in maniera definitiva, il nero. Profondo, violaceo, elettrico, petrolio, si è visto in tutte le sfumature, dalle scarpe al frac. Gli stilisti sono d’accordo: è il colore dell’anno. 

 

Roma, 24 gennaio 2006