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“Signore
e signori si parte”: che sia il jet privato di Valentino o la nave di
D&G o il gatto delle nevi di Iceberg, non fa differenza: l’importante
è viaggiare. Anche nel tempo o con la fantasia, alla scoperta di luoghi
magici e affascinanti, nei quali l’uomo può esprimere la sua virilità
come più gli piace.
Ed
è così che l’ultima edizione di “Milano Moda Uomo”, che si è appena
conclusa, ha presentato i più svariati scenari, quasi tutti, però, legati
da un filo conduttore: l’uomo cosmopolita con immancabile borsa/bagaglio a
mano.
La
sala d’attesa dell’aeroporto immaginato da Valentino è un viavai di
gente: dal divo in completo sartoriale e pullover dolcevita, all’uomo
d’affari in cappotto cammello con compagna in trench di coccodrillo color
miele; dal manager in completo grigio gessato alla rockstar con giacca
iridescente, dal calciatore sposato con la popstar (sosia dei Beckham), ai
cowboy gay del film “Brokeback Mountain”. Grande sfoggio, come ogni
viaggiatore che si rispetti, di borsoni e valigie stampate zebrate e
maculate, oltre a quello di pelle e pellicce: dall’agnello persiano al
cavallino, al camoscio e al coccodrillo. Tutti rigorosamente impeccabili,
viene spontaneo chiedersi: “Andranno tutti a Hollywood?”. Valentino
risponde: “E’ un ricordo dei miei viaggi del passato attraverso
l’Europa, la Cina, il Giappone, quando tutti viaggiavano in maniera
estremamente elegante”.
Sulla
nave di D&G invece, tra timoni, ancore e cime, sfilano comandanti,
pescatori, mozzi e cadetti dell’Accademia dall’aria tosta. Vestono
pullover a righe bianche e blu o divise d’ordinanza un pò vissute. Il
pezzo forte sono le T-shirt con stampata la copertina dell’ ultimo album
di Madonna, realizzate però solo per la sfilata.
Le
alte quote innevate immaginate da Paolo Gerani per Iceberg suggeriscono di
indossare bomber gonfi e caldi nei colori del ghiaccio, beige, nocciola e
piumini tecnici da portare anche in città con i dettagli di camoscio e
pelle.
L’uomo
di Rocco Barocco fugge dalla città per concedersi lunghe passeggiate nella
campagna della Scozia: indossa dunque pantaloni scozzesi, camicie di cotone
e maglie di lana e cachemire abbinate a giubbotti di pelle stropicciata.
Frankie
Morello invece ci invita a fantasticare portando in scena il mondo bizzarro
di Alice nel Paese delle meraviglie, abitato da creature spiritose vestite
di camicie a quadrettoni, maglioni extralong e maglie a righe, il tutto reso
stravagante dagli accessori come le scarpe rosse, cappelli, coccarde,
orologi da taschino e guanti.
Altra
passerella, un altro viaggio, questa volta nel tempo. Un salone
settecentesco accoglie l’uomo di Roberto Cavalli: l’omaggio ai 250 anni
dalla nascita di Mozart si sente nell’aria e nella ricchezza
dell’abbigliamento. Le camicie sono di seta, le giacche prendono la forma
di vestaglie e si arricchiscono di broccati. Con un passaggio obbligato a
Oriente il bel giovane griffato Cavalli sceglie giacche-kimono con draghi,
serpenti e ricami iridescenti declinati nel binomio nero/rosso lacca. Ad
inseguire gli uomini uno stuolo di donne in abiti da sera svolazzanti e sexy
capitanate da Victoria Beckham, ex Spice Girl e moglie del famoso calciatore
David.
Una
vera e propria “Velvet Mania” quella di Armani. Nessun altro materiale
è ammesso, se non la pelliccia che, trasformata in cappotto, diventa lo
specchio del narcisismo maschile. Il velluto è dunque il protagonista della
passerella: liscio, a costine, stampato scozzese o Principe di Galles dà
un’aria fluida ai pantaloni e alle giacche dalle quali sbucano camicie di
seta. Il tutto proposto in tinte azzardate come il blu ottanio, bordeaux,
viola e verde. Gucci invece sceglie pantaloni affusolati, spesso dentro gli
stivali, ed il romanticismo di trine e pizzi che enfatizzano il collo con
richiami settecenteschi rubati ai dipinti d’epoca.
Lasciato
il minimalismo ad altri, l’uomo di Prada reinventa le regole del
guardaroba e suggerisce di scaldarsi indossando il cardigan sopra la giacca,
un cappotto maculato o zebrato e pantaloni aperti sulla caviglia con una zip
sopra lo stivaletto.
Donatella
Versace porta in scena l’icona dell’uomo di potere, determinato ed
elegante, vestito in completi rigorosi dalle spalle squadrate e dai
pantaloni asciutti. La maglieria di cashemire sostituisce la camicia sia di
giorno che di sera, da portare però con una sciarpina di seta. Il blu detta
le regole cromatiche dell’intera collezione archiviando, in maniera
definitiva, il nero. Profondo, violaceo, elettrico, petrolio, si è visto in
tutte le sfumature, dalle scarpe al frac. Gli stilisti sono d’accordo: è
il colore dell’anno.
Roma,
24 gennaio 2006
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