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Nel
1914 George Bernard Shaw scrisse Pigmalione
per affrontare sarcasticamente la discriminazione sociale basata sull’uso
della lingua, e l’emancipazione della donna.
La
nota storia, ripresa anche dal grande schermo con My Fair Lady, si basa
sull’eccentrico professore di fonetica Henry Higgins che scommette di
essere in grado in poche settimane di trasformare una povera fioraia, Eliza
Doollittle, in una perfetta dama, tanto da poter essere presentata ad un
ballo in ambasciata.
La
scommessa riesce alla perfezione al punto che Eliza viene scambiata per una
principessa ungherese che ha imparato un inglese tanto perfetto da sembrar
finto, ma la donna si offende alla soddisfazione del suo “pigmalione”,
che non premia in alcun modo gli sforzi della sua "galatea”, ma
ritiene di essere l’unico vincitore.
Eliza
minaccia di lasciarlo e di sposare uno squattrinato borghese perdutamente
innamorato di lei, ma si sa… Ormai il legame tra i due è troppo forte per
potersi spezzare… e così Eliza continuerà ad essere la perfetta statua
che si è modellata nelle mani del suo creatore.
La
vicenda si snoda attraverso le splendide interpretazioni di Geppy
Gleijeses e Marianella Bargilli, che riescono ad attirare l’attenzione del
pubblico dall’inizio dello spettacolo fino alla sua conclusione.
Un
plauso particolare meritano l’interpretazione di Marco
Messeri, prezioso comico toscano, protagonista con Troisi di tanti film importanti del più recente cinema italiano,
nel ruolo del padre di Eliza, Alfred Doolittle e di Valeria Fabrizi in quello della Signora Higgins.
Dal
14 al 26 febbraio al Teatro Quirino di Roma.
Roma,
20 febbraio 2006
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