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A
distanza di 18 anni dal successo dello spettacolo "Chiamatemi Kowalski", che lo
fece conoscere al grande pubblico del teatro italiano, Paolo Rossi propone nuovi racconti e i suoi monologhi storici. Dal
21 febbraio al 12 marzo il Teatro Ambra Jovinelli presenterà il recital “Chiamatemi
Kowalski. Il ritorno”. Accompagnato dalla cantante Syria
e da una band, Rossi ci fa
attraversare questi ultimi decenni, cercando di decifrarli e sicuramente
aiutandoci a riderne: ci parlerà di politica e di costume, di rapporti
sentimentali ma anche dei sogni che tutti noi abbiamo e che nessuno potrà
mai cancellare.
“Arriva
un momento in cui i “cuentacuentos” non sanno più se quello che stanno
raccontando è successo veramente o è frutto della loro immaginazione -
dice il capocomico - è risaputo che i “racconta-storie” sono ladri,
sono geni e soprattutto sono dei grandi bugiardi: la realtà si mischia alle
storie e le storie si mischiano alla realtà. E se un “racconta-storie”
perde le storie, cosa succede? Le storie non sono cose, oggetti. Le storie
non si possono toccare, sono loro a toccare noi, a farci diventare cose od
oggetti…”.
Ed
è così che la perdita di memoria collettiva diventa il tema principale ed
il pretesto sia per raccontare i giorni nostri, sia per fare un punto e
criticare il presente per immaginare il futuro.
“La
mancanza di memoria, di identità, è una malattia che sta diventando molto
contagiosa in questo paese - afferma Paolo
Rossi - non da uomo a uomo, ma da televisione a uomo. Negli ultimi 25-30
anni la televisione commerciale, amplificatore del consumismo, ha creato una
sorta di intontimento della gente, e creato modelli che ora le persone
inseguono. La televisione fa credere solo quello che vuole”. Ed è a
questo punto che Rossi interviene
e, tramite Kowalski, racconta fatti accaduti a lui stesso, aneddoti e
vicende autobiografiche per riflettere su quello che accade fuori ed
interrogarsi sul futuro. “Kowalski parla dei problemi della gente per
strada, della gente che viene a teatro”.
La
compagna di viaggio nella memoria del paese degli ultimi 40 anni è Syria,
la quale interpreterà esclusivamente le cover per rievocare i momenti
storici.
Dopo
averlo visto confrontarsi con Shakespeare
e Molière, e dopo aver visto il
Signor Rossi affrontare coraggiosamente la Costituzione e L’impero del
male, il pubblico ritroverà l’attore alle prese con la forma teatrale che
lo ha reso famoso: i monologhi ricchi di storie, a volte raccontate con
ironia e cattiveria, a volte con un pizzico di poesia, senza dimenticare il
rapporto con il pubblico, nello stile di delirio organizzato, caratteristico
della sua compagnia “Teatro di Rianimazione”.
Roma,
07 febbraio 2006
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