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LA JUVE AI QUARTI COL BRIVIDO

di Francesco Conti


 

   

   

 

  

 

 
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Dopo la sconfitta per 3-2 nella gara di andata in Germania, la Juventus riesce ad ottenere la qualificazione battendo allo stadio Delle Alpi il Werder Brema col risultato di 2-1. Vittoria bianconera che arriva al termine di un match tutto in salita per gli uomini di Capello che prima vengono colpiti dalla rete di Micoud al 13’ poi reagiscono e trovano il pareggio al 65’ con Trezeguet e nel finale, quando ormai le speranze dei bianconeri iniziavano a venir meno, arriva l’incredibile harakiri del portiere Wiese, fino a quel momento eccellente, che spiana la strada ad Emerson per il 2-1 finale che sancisce il passaggio ai quarti di Champions.

L’avvio di gara è decisamente favorevole ai tedeschi che grazie ad un pressing asfissiante riescono ad annullare le fonti di gioco bianconere e ripartire in avanti. E così dopo 13 minuti di gioco il Werder passa in vantaggio: passaggio filtrante di Schulz che taglia la difesa bianconera e trova smarcato Micoud, che scavalca Buffon in uscita con un delizioso tocco vellutato.
Sotto di un gol la Juve prova a scuotersi e comincia a rendersi pericolosa pur soffrendo molto la tattica del fuorigioco della retroguardia tedesca.
La prima vera occasione per la squadra bianconera capita 26’ sui piedi di Ibrahimovic ma la sua conclusione di controbalzo termina a lato. Tre minuti più tardi, dopo un quasi autogol di Schultz, è ancora Ibrahimovic ad avere la palla buona per il pareggio ma lo svedese spara addosso al portiere da posizione ravvicinata.
La pressione della Juventus continua incessantemente ma dopo un colpo di testa fuori bersaglio di Trezeguet è il Werder a rendersi pericoloso con Klasnic, la cui zampata in area trova reattivo Buffon che con un ottimo intervento devia in angolo.
Finale di tempo palpitante con i bianconeri riversati tutti in avanti per cercare il pareggio che non arriva per un soffio. Al 46’ sugli sviluppi di un corner, Nedved calcia di prima intenzione dal limite dell’area ma Wiese è bravo a respingere e sul pronto tap-in di Emerson da pochi metri ancora l’estremo difensore tedesco è formidabile ad opporsi nuovamente negando il pari alla Juve.

Nella ripresa i bianconeri ripartono subito col giusto piglio e già nei primi minuti si rendono pericolosi prima con Nedved ma è abile Fahrenhorst a salvare con un bel intervento in scivolata, poi con Trezeguet il cui colpo di testa è preda del portiere tedesco. La Juventus inizia a scoprirsi lasciando spazio alle ripartenze dei tedeschi che insidiano la porta di Buffon prima con un tiro di Klasnic di poco fuori, e poi con Klasnic che ottimamente servito da Micoud non riesce ad inquadrare lo specchio della porta da ottima posizione.
Il tempo scorre e la Juve non riesce a segnare così Capello opera un doppio cambio: al 58’ fuori Camoranesi ed Ibrahimovic, dentro Mutu e Del Piero a ravvivare il settore avanzato partendo molto larghi. Al 65’ arriva finalmente il pareggio: tocco di Trezeguet a servire Nedved che avanza palla al piede fin dentro l’area prima di lasciare la sfera di nuovo al francese che con un destro preciso trafigge Wiese.
Il gol dell’1-1 carica ulteriormente i bianconeri che schiacciano il Werder nella propria metà campo e vanno vicini al 2-1 con una punizione di Mutu che esalta le doti di Wiese, bravissimo a deviare in angolo. Ormai è un assedio juventino respinto a fatica dalla difesa tedesca. All’86’ Emerson prova una conclusione da fuori area ma il suo tiro teso ed angolato viene deviato in angolo dal buon riflesso di Wiese che però un minuto più tardi, sugli sviluppi del corner seguente, commette una papera clamorosa lasciandosi sfuggire il pallone dalle mani dopo una presa piuttosto facile e favorendo così il gol di Emerson che non deve far altro che ringraziare e depositare a porta sguarnita per il più comodo dei gol.
 
E’ la rete del 2-1 finale per la Juventus che, soffrendo più del dovuto nonostante abbia dominato l’incontro, ottiene la tanto attesa qualificazione ai quarti nella maniera più rocambolesca e fortunata possibile. Ma in fondo la fortuna aiuta gli audaci.

 

 

07 marzo 2006

 

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