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LA TRENTATREESIMA GIORNATA DEL CAMPIONATO DI SERIE A

di Francesco Conti


 

      

 

     

 

 

 

 
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E’ stata senza dubbio una 33esima giornata di campionato ricca di spunti interessanti a partire dal sorpasso della Roma sulla Fiorentina per la lotta al quarto posto, quello della Lazio sul Chievo per la zona Uefa e soprattutto il primo verdetto definitivo di questa stagione che vede il Treviso già matematicamente retrocesso in serie B.

Ma andiamo per ordine partendo dagli anticipi del sabato che hanno visto prevalere le due squadre in trasferta, Udinese ed Inter, rispettivamente sui campi di Livorno ed Ascoli.
Per la squadra di Spinelli si tratta della sesta sconfitta consecutiva quella subita dall’Udinese che con un secco 0-2 ottiene punti preziosi per uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Le reti dei friulani portano la firma di Iaquinta al 34’ (poi espulso per proteste nel secondo tempo dopo un gol annullatogli) e di Natali al 52’. Se la cura Galeone sembra funzionare visti i buoni risultati non si può certo dire la stessa cosa per Mazzone che sta attraversando un periodo decisamente negativo.
Nell’altro anticipo come detto l’Inter riesce ad espugnare Ascoli ma fatica più del dovuto visto che i padroni di casa si portano in vantaggio con Ferrante al 21’ su calcio di rigore. Nella ripresa al 51’ arriva il pari di Cruz (poi espulso nel finale) anche lui su rigore e cinque minuti più tardi il gol della vittoria di Mihajlovic su punizione. Da segnalare la durissima contestazione dei tifosi nerazzurri all’indirizzo della squadra dopo l’eliminazione dalla Champions League, a farne le spese Cristiano Zanetti colpito alla nuca alla Malpensa durante una vera e propria aggressione ai danni dei giocatori.

Venendo alle gare della domenica partiamo subito dal triste ritorno in serie cadetta del Treviso. A condannare i veneti alla retrocessione anticipata dopo appena 7 mesi ci ha pensato il Messina che si è imposto in casa 3-1. Siciliani in vantaggio al 13' con Floccari che corregge di testa un preciso assist di Sculli. Dopo neanche un minuto il Treviso pareggia con Fava su un'azione di contropiede che sorprende i giallorossi. Nella ripresa fioccano le occasioni per il Messina che colpisce prima un palo con Di Napoli poi sfiora il vantaggio con Floccari e infine trova la fortunosa deviazione su tiro di Sculli che beffa Floccari. Stessa sorte un minuti dopo su tiro di Di Napoli deviato nella propria porta involontariamente da un difensore. L’aritmetica sancisce dunque la retrocessione per il Treviso mentre il Messina guadagna 3 punti importanti per continuare a lottare per salvarsi.

Sempre in coda sonante vittoria del Parma ai danni della Reggina e salto in avanti per gli emiliani che volano a 41 punti conquistando di fatto la salvezza con largo anticipo. Al Tardini finisce con un rotondo 4-0. Apre le marcature al 12’ Bresciano (che dopo 5 minuti sfiora la doppietta ma colpisce l’incrocio dei pali), il raddoppio arriva al 34’con Simplicio; nella ripresa, dopo che la Reggina rimane in 10 per l’espulsione di Franceschini per somma di ammonizioni, arriva il tris di Contini su rigore al 65’ mentre chiude la goleada Dessena al 79’ dopo un bel contropiede.
Un’altra squadra, così come il Parma, in gran forma, è sicuramente l’Empoli che, sotto la guida di Gigi Cagni, sta raccogliendo ottimi risultati per la salvezza. Importante il successo di quest’oggi ai danni di una Samp che dal canto suo è invece sempre più in crisi. Per i blucerchiati, dopo il pareggio casalingo col Cagliari di domenica scorsa, si tratta della sesta sconfitta in sette gare. Mattatore dell’incontro il capitano dei toscani Buscè che firma la sua prima doppietta in campionato, con due bei gol al 28’ e al 47’, rendendo così vana la trasformazione dal dischetto di Flachi al 60’ per un rigore concesso molto generosamente. Empoli che guadagna altri 3 punti e sale a quota 36 raggiungendo il Siena e ad appena 2 lunghezze dalla Sampdoria, sempre più in caduta libera.

Finisce 1-1 il derby delle isole tra Cagliari e Palermo. Un pareggio che non giova nessuna delle due contendenti, la formazione rossoblu invischiata nella lotta per non retrocedere mentre i rosanero rallentano ancora la rincorsa al sesto posto utile per entrare in Europa. Passano in vantaggio i padroni di casa con Suazo sul finire del primo tempo. Nella ripresa occasioni da una parte e dall’altra: per il Palermo c’è il palo di Di Michele; risponde il Cagliari con due tiri di Conti su cui si esalta il portiere Agliardi. La beffa finale, dopo tante occasioni fallite da Esposito e Suazo, arriva con Di Michele che fissa il risultato sull’1-1 anticipando di testa Campagnolo (entrato per l’infortunato Chimenti) in ritardo sull’uscita. Cagliari che rimane al quartultimo posto ma viene avvicinato dal Messina, dietro di soli 2 punti. Palermo che manca l’appuntamento con la vittoria e vede riallontanarsi la zona Uefa.

Al sesto posto balza infatti la Lazio che espugna il campo del Siena al termine di un match ricco di occasioni da gol. Partenza brillante per i biancocelesti che si trovano in vantaggio di due reti grazie alle realizzazioni di Mauri al 14’ e Rocchi al 23’. Passa un minuto e accorcia le distanze il Siena con Vergassola. Poi il Siena sfiora il pari in almeno 3 occasioni con un “autopalo” di Siviglia e poi con Chiesa e Bogdani anche lui sul palo. Al 4’ però arriva il meritato 2-2 con Chiesa, su sponda aerea di Bogdani. Ad inizio ripresa però la Lazio si riporta davanti con la punizione vincente di Dabo che sorprende Mirante. Inutili gli assalti dei toscani che trovano un Ballotta super sulla loro strada. Vittoria in trasferta importante per la Lazio che balza al sesto posto superando il Chievo, battuto a Milano.

Allo stadio San Siro, Milan e Chievo scendono in campo con dieci minuti di ritardo per decisione dei giocatori rossoneri che hanno voluto esprimere così solidarietà ai colleghi dell'Inter dopo l'aggressione subita dai propri tifosi questa notte all'aeroporto di Malpensa.
Dopo una traversa di Gilardino è il Chievo a passare in vantaggio con un bel tiro di prima di Pellissier. La reazione dei rossoneri è affidata al destro di Seedorf, parato ottimamente da Fontana. Poi è la volta di Dida deviare in maniera goffa un tiro di Semioli. Al 28’ Alessandro Nesta si inventa una conclusione velenosa in diagonale su cui nulla può il portiere clivense e il Milan pareggia. Nella ripresa esce fuori alla grande il Milan e prima passa in vantaggio con Kakà, opportunista dopo una deviazione di Fontana su Inzaghi, poi ancora il fantasista brasiliano firma il 3-1 su calcio di rigore per presunto fallo di mano di Malaga, poi allo scadere Kakà mette a segno la sua personale tripletta che vale il 4-1 finale. Milan che si riappropria del secondo posto in classifica, temporaneamente occupato dall’Inter nella giornata di sabato.

Arriviamo dunque al capitolo quarto posto con la Roma batte in casa il Lecce e supera la Fiorentina che non va oltre il pareggio a Torino.
All’Olimpico partita frizzante e godibilissima con le due formazioni che si affrontano a viso aperto creando numerose palle gol. A sbloccare l’incontro è Mancini al 21’ su calcio di rigore, concesso per un fallo di Cassetti ai danni di Cufrè dopo un assist d’oro di Panucci dalla destra. Passano appena 2 minuti e i capitolini raddoppiano con Chivu in tuffo di testa su corner di Mancini. La Roma continua ad attaccare ma il Lecce al 38’ usufruisce di un rigore, per una leggera spinta di Panucci su Vucinic. Dal dischetto va Pinardi che calcia clamorosamente al lato. Sfumata l’occasione dagli undici metri il Lecce prova comunque a riaprire il match con una bella girata di Del Vecchio alta sopra l’incrocio dei pali. Nella seconda frazione chiude il match ancora Amantino Mancini (decimo gol in campionato per lui) che su splendido assist di Tommasi, salta Sicignano sull’esterno e deposita in rete di sinistro per la sua doppietta personale. Nel finale c’è il tempo per il gol della bandiera di Del Vecchio che proprio in extremis chiude la partita sul 3-1 con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio piazzato.

Nel posticipo serale si concretizza il sorpasso giallorosso ai danni dei viola che pareggiano al Delle Alpi 1-1. Primo tempo decisamente di marca toscana con varie azioni create tra cui un rigore parato da Abbiati a Jimenez per fallo di Zebina su Toni. La Fiorentina trova comunque il meritato vantaggio ad inizio ripresa col bomber Toni, lanciato sul filo del fuorigioco, che trafigge Abbiati a tu per tu col portiere bianconero. Col passare dei minuti però cresce la Juventus, fino a quel momento poco lucida. Arriva così il pareggio di Del Piero con un bel sinistro dal limite. Nel finale arriva anche la traversa con Vieira di testa e un paio di occasioni sciupate da Ibrahimovic clamorose. Ma il risultato di parità è il più giusto. Gli uomini di Capello perdono due punti di vantaggio sul Milan ma restano ha +7 a cinque giornate dalla fine, un bottino che appare più che sufficiente visti anche gli impegni in Champions del Milan.

 

09 aprile 2006

 

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