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E’
stata senza dubbio una 33esima giornata di campionato ricca di spunti
interessanti a partire dal sorpasso della Roma sulla Fiorentina per la
lotta al quarto posto, quello della Lazio sul Chievo per la zona Uefa
e soprattutto il primo verdetto definitivo di questa stagione che vede
il Treviso già matematicamente retrocesso in serie B.
Ma
andiamo per ordine partendo dagli anticipi del sabato che hanno visto
prevalere le due squadre in trasferta, Udinese ed Inter,
rispettivamente sui campi di Livorno ed Ascoli.
Per la squadra di Spinelli si tratta della sesta sconfitta consecutiva
quella subita dall’Udinese che con un secco 0-2 ottiene punti
preziosi per uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Le
reti dei friulani portano la firma di Iaquinta al 34’ (poi espulso
per proteste nel secondo tempo dopo un gol annullatogli) e di Natali
al 52’. Se la cura Galeone sembra funzionare visti i buoni risultati
non si può certo dire la stessa cosa per Mazzone che sta
attraversando un periodo decisamente negativo.
Nell’altro anticipo come detto l’Inter riesce ad espugnare Ascoli
ma fatica più del dovuto visto che i padroni di casa si portano in
vantaggio con Ferrante al 21’ su calcio di rigore. Nella ripresa al
51’ arriva il pari di Cruz (poi espulso nel finale) anche lui su
rigore e cinque minuti più tardi il gol della vittoria di Mihajlovic
su punizione. Da segnalare la durissima contestazione dei tifosi
nerazzurri all’indirizzo della squadra dopo l’eliminazione dalla
Champions League, a farne le spese Cristiano Zanetti colpito alla nuca
alla Malpensa durante una vera e propria aggressione ai danni dei
giocatori.
Venendo
alle gare della domenica partiamo subito dal triste ritorno in serie
cadetta del Treviso. A condannare i veneti alla retrocessione
anticipata dopo appena 7 mesi ci ha pensato il Messina che si è
imposto in casa 3-1. Siciliani in vantaggio al 13' con Floccari che
corregge di testa un preciso assist di Sculli. Dopo neanche un minuto
il Treviso pareggia con Fava su un'azione di contropiede che sorprende
i giallorossi. Nella ripresa fioccano le occasioni per il Messina che
colpisce prima un palo con Di Napoli poi sfiora il vantaggio con
Floccari e infine trova la fortunosa deviazione su tiro di Sculli che
beffa Floccari. Stessa sorte un minuti dopo su tiro di Di Napoli
deviato nella propria porta involontariamente da un difensore.
L’aritmetica sancisce dunque la retrocessione per il Treviso mentre
il Messina guadagna 3 punti importanti per continuare a lottare per
salvarsi.
Sempre
in coda sonante vittoria del Parma ai danni della Reggina e salto in
avanti per gli emiliani che volano a 41 punti conquistando di fatto la
salvezza con largo anticipo. Al Tardini finisce con un rotondo 4-0.
Apre le marcature al 12’ Bresciano (che dopo 5 minuti sfiora la
doppietta ma colpisce l’incrocio dei pali), il raddoppio arriva al
34’con Simplicio; nella ripresa, dopo che la Reggina rimane in 10
per l’espulsione di Franceschini per somma di ammonizioni, arriva il
tris di Contini su rigore al 65’ mentre chiude la goleada Dessena al
79’ dopo un bel contropiede.
Un’altra squadra, così come il Parma, in gran forma, è sicuramente
l’Empoli che, sotto la guida di Gigi Cagni, sta raccogliendo ottimi
risultati per la salvezza. Importante il successo di quest’oggi ai
danni di una Samp che dal canto suo è invece sempre più in crisi.
Per i blucerchiati, dopo il pareggio casalingo col Cagliari di
domenica scorsa, si tratta della sesta sconfitta in sette gare.
Mattatore dell’incontro il capitano dei toscani Buscè che firma la
sua prima doppietta in campionato, con due bei gol al 28’ e al
47’, rendendo così vana la trasformazione dal dischetto di Flachi
al 60’ per un rigore concesso molto generosamente. Empoli che
guadagna altri 3 punti e sale a quota 36 raggiungendo il Siena e ad
appena 2 lunghezze dalla Sampdoria, sempre più in caduta libera.
Finisce
1-1 il derby delle isole tra Cagliari e Palermo. Un pareggio che non
giova nessuna delle due contendenti, la formazione rossoblu
invischiata nella lotta per non retrocedere mentre i rosanero
rallentano ancora la rincorsa al sesto posto utile per entrare in
Europa. Passano in vantaggio i padroni di casa con Suazo sul finire
del primo tempo. Nella ripresa occasioni da una parte e dall’altra:
per il Palermo c’è il palo di Di Michele; risponde il Cagliari con
due tiri di Conti su cui si esalta il portiere Agliardi. La beffa
finale, dopo tante occasioni fallite da Esposito e Suazo, arriva con
Di Michele che fissa il risultato sull’1-1 anticipando di testa
Campagnolo (entrato per l’infortunato Chimenti) in ritardo
sull’uscita. Cagliari che rimane al quartultimo posto ma viene
avvicinato dal Messina, dietro di soli 2 punti. Palermo che manca
l’appuntamento con la vittoria e vede riallontanarsi la zona Uefa.
Al
sesto posto balza infatti la Lazio che espugna il campo del Siena al
termine di un match ricco di occasioni da gol. Partenza brillante per
i biancocelesti che si trovano in vantaggio di due reti grazie alle
realizzazioni di Mauri al 14’ e Rocchi al 23’. Passa un minuto e
accorcia le distanze il Siena con Vergassola. Poi il Siena sfiora il
pari in almeno 3 occasioni con un “autopalo” di Siviglia e poi con
Chiesa e Bogdani anche lui sul palo. Al 4’ però arriva il meritato
2-2 con Chiesa, su sponda aerea di Bogdani. Ad inizio ripresa però la
Lazio si riporta davanti con la punizione vincente di Dabo che
sorprende Mirante. Inutili gli assalti dei toscani che trovano un
Ballotta super sulla loro strada. Vittoria in trasferta importante per
la Lazio che balza al sesto posto superando il Chievo, battuto a
Milano.
Allo
stadio San Siro, Milan e Chievo scendono in campo con dieci minuti di
ritardo per decisione dei giocatori rossoneri che hanno voluto
esprimere così solidarietà ai colleghi dell'Inter dopo l'aggressione
subita dai propri tifosi questa notte all'aeroporto di Malpensa.
Dopo una traversa di Gilardino è il Chievo a passare in vantaggio con
un bel tiro di prima di Pellissier. La reazione dei rossoneri è
affidata al destro di Seedorf, parato ottimamente da Fontana. Poi è
la volta di Dida deviare in maniera goffa un tiro di Semioli. Al 28’
Alessandro Nesta si inventa una conclusione velenosa in diagonale su
cui nulla può il portiere clivense e il Milan pareggia. Nella ripresa
esce fuori alla grande il Milan e prima passa in vantaggio con Kakà,
opportunista dopo una deviazione di Fontana su Inzaghi, poi ancora il
fantasista brasiliano firma il 3-1 su calcio di rigore per presunto
fallo di mano di Malaga, poi allo scadere Kakà mette a segno la sua
personale tripletta che vale il 4-1 finale. Milan che si riappropria
del secondo posto in classifica, temporaneamente occupato dall’Inter
nella giornata di sabato.
Arriviamo
dunque al capitolo quarto posto con la Roma batte in casa il Lecce e
supera la Fiorentina che non va oltre il pareggio a Torino.
All’Olimpico partita frizzante e godibilissima con le due formazioni
che si affrontano a viso aperto creando numerose palle gol. A
sbloccare l’incontro è Mancini al 21’ su calcio di rigore,
concesso per un fallo di Cassetti ai danni di Cufrè dopo un assist
d’oro di Panucci dalla destra. Passano appena 2 minuti e i
capitolini raddoppiano con Chivu in tuffo di testa su corner di
Mancini. La Roma continua ad attaccare ma il Lecce al 38’ usufruisce
di un rigore, per una leggera spinta di Panucci su Vucinic. Dal
dischetto va Pinardi che calcia clamorosamente al lato. Sfumata
l’occasione dagli undici metri il Lecce prova comunque a riaprire il
match con una bella girata di Del Vecchio alta sopra l’incrocio dei
pali. Nella seconda frazione chiude il match ancora Amantino Mancini
(decimo gol in campionato per lui) che su splendido assist di Tommasi,
salta Sicignano sull’esterno e deposita in rete di sinistro per la
sua doppietta personale. Nel finale c’è il tempo per il gol della
bandiera di Del Vecchio che proprio in extremis chiude la partita sul
3-1 con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio piazzato.
Nel
posticipo serale si concretizza il sorpasso giallorosso ai danni dei
viola che pareggiano al Delle Alpi 1-1. Primo tempo decisamente di
marca toscana con varie azioni create tra cui un rigore parato da
Abbiati a Jimenez per fallo di Zebina su Toni. La Fiorentina trova
comunque il meritato vantaggio ad inizio ripresa col bomber Toni,
lanciato sul filo del fuorigioco, che trafigge Abbiati a tu per tu col
portiere bianconero. Col passare dei minuti però cresce la Juventus,
fino a quel momento poco lucida. Arriva così il pareggio di Del Piero
con un bel sinistro dal limite. Nel finale arriva anche la traversa
con Vieira di testa e un paio di occasioni sciupate da Ibrahimovic
clamorose. Ma il risultato di parità è il più giusto. Gli uomini di
Capello perdono due punti di vantaggio sul Milan ma restano ha +7 a
cinque giornate dalla fine, un bottino che appare più che sufficiente
visti anche gli impegni in Champions del Milan.
09 aprile 2006
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