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E’
l’Inter, detentrice del trofeo, la prima finalista di Coppa Italia.
A far strada al club nerazzurro è l’Udinese che paga la sconfitta
subita a Milano. I nerazzurri pareggiano 2-2 ad Udine e raggiungono
così la finale in virtù dell’1-0 ottenuto nella gara di andata al
Meazza.
Ottimo
avvio degli ospiti che si rendono pericolosi al 4’ con un tiro dalla
distanza di Recoba, fuori di poco. Passano altri 4 minuti e l’Inter
trova il vantaggio con Solari, già goleador nella gara d’andata con
un bel colpo di tacco, che sfrutta un bel velo di Cruz su cross basso
di Wome dalla sinistra e infila De Sanctis con un gran sinistro di
prima intenzione. Flebile la reazione dell’Udinese che si affaccia
dalle parti di Julio Cesar con un tiro di Obodo alto sopra la
traversa. Nuovamente pericolosa l’Inter al 23’ ancora con Solari
ma stavolta De Sanctis riesce a deviare e a sventare la minaccia con
l’aiuto di Zapata che salva sulla linea. Sul successivo corner
ancora il portiere bianconero in evidenza con un miracolo sul colpo di
testa di Julio Cruz.
E’ questa l’ultima occasione per gli ospiti che, nella fase finale
del primo tempo si limitano a gestire il risultato lasciando ampio
spazio all’Udinese che però non riesce a creare azioni pericolose.
Nel
secondo tempo il copione non cambia molto; i friulani sembrano
incapaci di affondare il colpo mentre l’Inter riesce spesso ad
insidiare la porta di De Sanctis, costretto a fare gli straordinari.
Al 58’ clamorosa palla gol per Cruz che sfrutta un errore di
Bertotto ma, solo davanti al portiere, non riesce ad inquadrare la
porta calciando alto.
Inter ancora vicinissima al raddoppio al 65’ quando De Sanctis
compie un doppio miracolo prima su un’incornata di Samuel destinata
all’angolino e poi ancora sul difensore argentino che, sulla corta
respinta, calcia a botta sicura ma il portiere bianconero è
bravissimo a recuperare e salvare sulla linea di porta negando la
gioia del gol all’ex difensore di Roma e Real Madrid. A metà della
ripresa i due tecnici iniziano il walzer dei cambi: entrano per
l’Udinese Tissone, Masiello e Morosini mentre nell’Inter Mancini
manda in campo Figo, Favalli e Mihajlovic.
All’83’
arriva il gol dell’inaspettato pareggio per i padroni di casa:
ottima azione di Iaquinta che favorisce la percussione centrale di
Obodo che supera di forza Materazzi e Burdisso e trafigge Julio Cruz
in uscita. Il gol dell’1-1 accende il match e rinvigorisce
l’Udinese che si riversa in avanti per cercare di riaprire il
discorso qualificazione. Un minuto dopo ancora Obodo potrebbe firmare
il 2-1 ma Julio Cesar è bravo a parare. La squadra di Galeone è
tutta sbilanciata in avanti e l’Inter trova ampi spazi in
contropiede. Ne approfitta immediatamente l’ex Pizarro che al 86’
entra in area e di sinistro insacca alle spalle di De Sanctis per il
momentaneo 1-2. Il vantaggio degli ospiti dura però solo pochi minuti
in quanto all’89’ Materazzi atterra in area Iaquinta e l’arbitro
Ayroldi assegna il rigore che lo stesso centravanti trasforma
spiazzando Julio Cesar. Ultimo brivido oltre il 90’ quando i
friulani sfiorano il 3-2 con Morosini da posizione ravvicinata ma l’Inter
si salva sulla linea di porta.
Finisce
dunque 2-2 una gara per lunghi tratti sotto ritmo ravvivata da un
finale pirotecnico con ben 3 reti negli ultimi 10 minuti.
L’Inter conquista così la sua seconda finale consecutiva di Coppa
Italia, dopo quella vinta lo scorso anno contro la Roma.
La squadra che contenderà il trofeo ai nerazzurri si conoscerà dal
return-match tra Roma e Palermo che si affrontano all’Olimpico dopo
l’andata finita 2-1 per i siciliani.
11 aprile 2006 a cura di Francesco Conti
Sarà
nuovamente Roma-Inter la finale della Coppa Italia 2006. Come lo scorso
anno, dunque, quando a trionfare fu l’Inter di Mancini.
Alla
Roma di Spalletti per raggiungere i nerazzurri è bastato un goal di
Damiano Tommasi nel primo tempo, ribaltando così il 2-1 subito al
Barbera nel match dell’andata. Per i giallorossi è la 13^esima finale
di Coppa Italia della sua storia, per il Palermo svanisce la speranza di
una qualificazione certa in Europa (l’Inter è praticamente in
Champions), che adesso si dovrà conquistare con il piazzamento in
campionato.
In
un Olimpico strapieno, e con Totti in Curva Sud, Spalletti opta per Doni
in porta al posto di Curci e manda in campo una formazione, tentando,
nelle sue possibilità, un abbozzo di turnover. Dall’altra parte,
invece, Papadopulo vuole la finale e schiera un 4-3-3 con Caracciolo, Di
Michele e Brienza, dentro anche Corini, il cervello della squadra.
Primo
tempo molto equilibrato.
La Roma
fa la partita ed il
Palermo, invece, dal canto suo aspetta per partire rapido in
contropiede. E proprio le ripartenze della squadra di Papadopulo fanno
venire i brividi alla Roma ed ai suoi tifosi. Al
19’
Kuffour sbaglia il
controllo, facilitando Caracciolo che solo davanti a Doni tenta un
pallonetto, il portiere brasiliano respinge, la palla torna all’Airone
palermitano che tira in porta, ma trova l’opposizione dell’eterno
Panucci.
Ci prova ancora il Palermo con Zaccardo, che di testa, su cross di
Corini, sfiora la traversa.
Al
28’
i rosanero reclamano
un calcio di rigore per un fallo di mano di Tommasi su cross sempre
dello stesso Corini. Qualche dubbio rimane.
Due minuti dopo, però, arriva la svolta della partita e della
qualificazione: ennesima azione manovrata della Roma, cross di Chivu,
testa di Tommasi e Roma in vantaggio.
Nella
ripresa è il Palermo, come da copione, a fare la partita e stavolta è
la Roma
a doversi difendere
con i denti e con le unghie. La Roma prova a ripartire in contropiede,
ma sul più bello l’azione dei giallorossi si spegne, sintomo della
mancanza di un attaccante vero in area di rigore. Makinwa per Brienza e
Perrotta per Dacourt, Spalletti con la forza cerca di arginare la
velocità del nigeriano. Il Palermo continua ad attaccare ma
la Roma
si difende bene e
con ordine, andando poche volte in affanno. Solo al
93’
i ragazzi di
Papadopulo hanno la palla della finale: Terlizzi imbeccato in area di
rigore tira debolmente e Doni può parare facilmente tra il boato di
sollievo dei 60.000 dell’Olimpico.
Finisce
1-0 e
la Roma
vola in finale per il secondo anno consecutivo. A
sfidarla come lo scorso anno ci sarà sempre l’Inter. L’andata si
giocherà a Roma il 3 Maggio, mentre l’11 si disputerà il ritorno al
Meazza.
La Roma
è pronta per la
rivincita.
11 aprile 2006 a cura di Mario Giunta
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