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INTER E ROMA PER LA COPPA ITALIA

di Francesco Conti e Mario Giunta


 

      

  

 

  

 

 
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E’ l’Inter, detentrice del trofeo, la prima finalista di Coppa Italia. A far strada al club nerazzurro è l’Udinese che paga la sconfitta subita a Milano. I nerazzurri pareggiano 2-2 ad Udine e raggiungono così la finale in virtù dell’1-0 ottenuto nella gara di andata al Meazza.

Ottimo avvio degli ospiti che si rendono pericolosi al 4’ con un tiro dalla distanza di Recoba, fuori di poco. Passano altri 4 minuti e l’Inter trova il vantaggio con Solari, già goleador nella gara d’andata con un bel colpo di tacco, che sfrutta un bel velo di Cruz su cross basso di Wome dalla sinistra e infila De Sanctis con un gran sinistro di prima intenzione. Flebile la reazione dell’Udinese che si affaccia dalle parti di Julio Cesar con un tiro di Obodo alto sopra la traversa. Nuovamente pericolosa l’Inter al 23’ ancora con Solari ma stavolta De Sanctis riesce a deviare e a sventare la minaccia con l’aiuto di Zapata che salva sulla linea. Sul successivo corner ancora il portiere bianconero in evidenza con un miracolo sul colpo di testa di Julio Cruz.
E’ questa l’ultima occasione per gli ospiti che, nella fase finale del primo tempo si limitano a gestire il risultato lasciando ampio spazio all’Udinese che però non riesce a creare azioni pericolose.

Nel secondo tempo il copione non cambia molto; i friulani sembrano incapaci di affondare il colpo mentre l’Inter riesce spesso ad insidiare la porta di De Sanctis, costretto a fare gli straordinari.
Al 58’ clamorosa palla gol per Cruz che sfrutta un errore di Bertotto ma, solo davanti al portiere, non riesce ad inquadrare la porta calciando alto.
Inter ancora vicinissima al raddoppio al 65’ quando De Sanctis compie un doppio miracolo prima su un’incornata di Samuel destinata all’angolino e poi ancora sul difensore argentino che, sulla corta respinta, calcia a botta sicura ma il portiere bianconero è bravissimo a recuperare e salvare sulla linea di porta negando la gioia del gol all’ex difensore di Roma e Real Madrid. A metà della ripresa i due tecnici iniziano il walzer dei cambi: entrano per l’Udinese Tissone, Masiello e Morosini mentre nell’Inter Mancini manda in campo Figo, Favalli e Mihajlovic.

All’83’ arriva il gol dell’inaspettato pareggio per i padroni di casa: ottima azione di Iaquinta che favorisce la percussione centrale di Obodo che supera di forza Materazzi e Burdisso e trafigge Julio Cruz in uscita. Il gol dell’1-1 accende il match e rinvigorisce l’Udinese che si riversa in avanti per cercare di riaprire il discorso qualificazione. Un minuto dopo ancora Obodo potrebbe firmare il 2-1 ma Julio Cesar è bravo a parare. La squadra di Galeone è tutta sbilanciata in avanti e l’Inter trova ampi spazi in contropiede. Ne approfitta immediatamente l’ex Pizarro che al 86’ entra in area e di sinistro insacca alle spalle di De Sanctis per il momentaneo 1-2. Il vantaggio degli ospiti dura però solo pochi minuti in quanto all’89’ Materazzi atterra in area Iaquinta e l’arbitro Ayroldi assegna il rigore che lo stesso centravanti trasforma spiazzando Julio Cesar. Ultimo brivido oltre il 90’ quando i friulani sfiorano il 3-2 con Morosini da posizione ravvicinata ma l’Inter si salva sulla linea di porta.

Finisce dunque 2-2 una gara per lunghi tratti sotto ritmo ravvivata da un finale pirotecnico con ben 3 reti negli ultimi 10 minuti.
L’Inter conquista così la sua seconda finale consecutiva di Coppa Italia, dopo quella vinta lo scorso anno contro la Roma.
La squadra che contenderà il trofeo ai nerazzurri si conoscerà dal return-match tra Roma e Palermo che si affrontano all’Olimpico dopo l’andata finita 2-1 per i siciliani.

                        11 aprile 2006     a cura di Francesco Conti

 

Sarà nuovamente Roma-Inter la finale della Coppa Italia 2006. Come lo scorso anno, dunque, quando a trionfare fu l’Inter di Mancini.

Alla Roma di Spalletti per raggiungere i nerazzurri è bastato un goal di Damiano Tommasi nel primo tempo, ribaltando così il 2-1 subito al Barbera nel match dell’andata. Per i giallorossi è la 13^esima finale di Coppa Italia della sua storia, per il Palermo svanisce la speranza di una qualificazione certa in Europa (l’Inter è praticamente in Champions), che adesso si dovrà conquistare con il piazzamento in campionato.

In un Olimpico strapieno, e con Totti in Curva Sud, Spalletti opta per Doni in porta al posto di Curci e manda in campo una formazione, tentando, nelle sue possibilità, un abbozzo di turnover. Dall’altra parte, invece, Papadopulo vuole la finale e schiera un 4-3-3 con Caracciolo, Di Michele e Brienza, dentro anche Corini, il cervello della squadra.

Primo tempo molto equilibrato. La Roma fa la partita ed il Palermo, invece, dal canto suo aspetta per partire rapido in contropiede. E proprio le ripartenze della squadra di Papadopulo fanno venire i brividi alla Roma ed ai suoi tifosi. Al 19’ Kuffour sbaglia il controllo, facilitando Caracciolo che solo davanti a Doni tenta un pallonetto, il portiere brasiliano respinge, la palla torna all’Airone palermitano che tira in porta, ma trova l’opposizione dell’eterno Panucci.
Ci prova ancora il Palermo con Zaccardo, che di testa, su cross di Corini, sfiora la traversa.
Al
28’ i rosanero reclamano un calcio di rigore per un fallo di mano di Tommasi su cross sempre dello stesso Corini. Qualche dubbio rimane.
Due minuti dopo, però, arriva la svolta della partita e della qualificazione: ennesima azione manovrata della Roma, cross di Chivu, testa di Tommasi e Roma in vantaggio.

Nella ripresa è il Palermo, come da copione, a fare la partita e stavolta è la Roma a doversi difendere con i denti e con le unghie. La Roma prova a ripartire in contropiede, ma sul più bello l’azione dei giallorossi si spegne, sintomo della mancanza di un attaccante vero in area di rigore. Makinwa per Brienza e Perrotta per Dacourt, Spalletti con la forza cerca di arginare la velocità del nigeriano. Il Palermo continua ad attaccare ma la Roma si difende bene e con ordine, andando poche volte in affanno. Solo al 93’ i ragazzi di Papadopulo hanno la palla della finale: Terlizzi imbeccato in area di rigore tira debolmente e Doni può parare facilmente tra il boato di sollievo dei 60.000 dell’Olimpico.

Finisce 1-0 e la Roma vola in finale per il secondo anno consecutivo. A sfidarla come lo scorso anno ci sarà sempre l’Inter. L’andata si giocherà a Roma il 3 Maggio, mentre l’11 si disputerà il ritorno al Meazza. La Roma è pronta per la rivincita.
 

                            11 aprile 2006     a cura di Mario Giunta

 

 

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